Libano meridionale, maggio 2026:  Negli ultimi giorni, il Libano meridionale è tornato al centro dell'attenzione internazionale dopo la diffusione di immagini e testimonianze riguardanti il presunto uso da parte dell'esercito israeliano di una sostanza esplosiva chiamata dai residenti locali "La Morte Rosa", secondo alcuni media libanesi e fonti regionali, si tratterebbe di un'emulsione esplosiva a base di nitrato di ammonio riconoscibile dal suo colore rosa, utilizzata in operazioni di demolizione di edifici e infrastrutture in aree vicine al confine israeliano.
Video condivisi online mostrerebbero unità delle forze di occupazione sioniste mentre posizionano contenitori della sostanza all'interno di abitazioni e infrastrutture prima delle esplosioni; in molti villaggi del Libano meridionale si segnalano distruzioni diffuse con case completamente rase al suolo e intere aree ridotte in macerie.
UNA SOSTANZA UTILIZZATA PER LE DEMOLIZIONI.
Il nitrato di ammonio è un composto chimico usato nei settori industriale e agricolo; se combinato con altre sostanze può trasformarsi in un potente esplosivo, spesso impiegato in attività minerarie e demolizioni controllate.
Secondo diversi osservatori, Israele ha scelto questo tipo di emulsione perché è più efficace e relativamente meno costosa rispetto all'uso di missili o continui raid aerei; alcuni analisti militari affermano che queste operazioni fanno parte di una strategia volta a creare una zona "di sicurezza" lungo il confine settentrionale di Israele.
Le autorità israeliane dichiarano che gli edifici distrutti erano collegati a infrastrutture o attività di Hezbollah, gruppo armato sciita sostenuto dall'Iran e attivo nel Libano meridionale; tuttavia, molte delle immagini diffuse mostrano case civili e quartieri gravemente danneggiati dall'Entità Sionista.
CRITICHE INTERNAZIONALI.
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L'uso della cosiddetta "Morte Rosa" ha suscitato forti reazioni da parte dei media, organizzazioni umanitarie e commentatori politici; le principali critiche rivolte a Israele riguardano la distruzione su larga scala di villaggi e abitazioni civili, il rischio di spostamenti permanenti della popolazione del Libano meridionale, l'impiego di esplosivi altamente potenti in aree residenziali, comprese zone vicine a scuole e ospedali, e il possibile peggioramento della crisi umanitaria nella regione.
Alcuni osservatori accusano Israele di tentare di modificare permanentemente la geografia del confine attraverso demolizioni sistematiche; altri ritengono che tali operazioni possano aumentare ulteriormente le tensioni con Hezbollah e rendere ancora più difficile qualsiasi tentativo di stabilizzare l'area; dal lato israeliano, invece, si sostiene che le demolizioni siano necessarie per eliminare "tunnel", "depositi di armi" e "infrastrutture" considerati una minaccia diretta alla sicurezza nazionale.
Il dibattito rimane aperto e fortemente polarizzato, mentre le operazioni militari proseguono sul terreno e crescono le preoccupazioni per una possibile escalation regionale.