Assicurazione sulle Spedizioni in Aumento del 150% mentre le Tensioni nello Stretto Riplasmiano le Rotte Globali di Esportazione del Petrolio
Le crescenti tensioni intorno allo Stretto di Hormuz e al Bab al-Mandab hanno interrotto le catene di approvvigionamento globali, costringendo le compagnie di navigazione a deviare le rotte delle navi e facendo aumentare i costi di trasporto e assicurazione.
Le crescenti tensioni nello Stretto di Hormuz e al Bab al-Mandab hanno interrotto le catene di approvvigionamento globali, spingendo le compagnie di navigazione e energetiche a ridisegnare le principali rotte marittime per evitare aree ad alto rischio.
Un rapporto analitico di Al Jazeera, presentato da Mohammed Alawna con contributi di Salam Khader e della ricercatrice in affari marittimi Michelle Bockmann, ha evidenziato un cambiamento strategico nel movimento di petrolio e merci commerciali tra i mercati asiatici ed europei, con conseguenti costi di spedizione e assicurazione nettamente più elevati.
Il rapporto ha spiegato che i rischi per la sicurezza nel Mar Rosso e al Bab al-Mandab hanno costretto le navi che viaggiano tra Asia ed Europa a deviare intorno al Capo di Buona Speranza invece di utilizzare la più breve rotta del Mar Rosso.
Il viaggio alternativo intorno all’Africa aggiunge tra due e quattro settimane ai tempi di spedizione—fino a 30 giorni in più—incrementando il consumo di carburante e le spese operative, contribuendo così a prezzi più alti per beni di consumo e carburante.
La Strategia Alternativa di Esportazione dell’Arabia Saudita
Il rapporto ha evidenziato le misure adottate dall’Arabia Saudita per mantenere le esportazioni energetiche riducendo la dipendenza da rotte marittime vulnerabili.
Il gasdotto East-West ha permesso di trasportare petrolio greggio dai giacimenti della Provincia Orientale al porto di Yanbu sul Mar Rosso, che gestiva esportazioni di circa 7,2 milioni di barili al giorno prima dell’ultima escalation.
L’utilizzo di Yanbu ha inoltre consentito al petrolio saudita destinato ai mercati europei di transitare attraverso il Canale di Suez e il Mar Mediterraneo, evitando le rotte marittime più vulnerabili del Golfo.
Differenze nei Costi di Spedizione
Il rapporto ha delineato il significativo divario finanziario nel trasporto del greggio saudita verso i mercati asiatici ed europei.
Le esportazioni di petrolio saudita verso l’Asia sono diminuite da 5,8 milioni di barili al giorno prima della crisi a circa 3 milioni di barili al giorno dopo gli attacchi alle petroliere.
Spedire greggio verso l’Asia tramite rotte alternative comporta ora più di 5 milioni di dollari in costi aggiuntivi per carico, inclusi circa 1,6 milioni di dollari in spese extra di carburante e 1 milione di dollari in tasse di transito del Canale di Suez.
In confronto, il costo stimato per il trasporto di una petroliera diretta in Europa si attesta intorno a 1,7 milioni di dollari.
Di conseguenza, trasportare un singolo barile di petrolio verso i mercati asiatici costa ora circa 4,17 dollari, rispetto a circa 0,88 dollari per barile per le spedizioni dirette in Europa.
Costi Assicurativi e Impatto Economico più Ampio
La ricercatrice marittima Michelle Bockmann ha dichiarato che i premi assicurativi per navi commerciali e petroliere che operano nel Mar Rosso sono aumentati del 150% dopo gli attacchi.
Ha inoltre osservato che le navi legate alla Cina hanno riportato meno interruzioni e un passaggio più agevole attraverso il Bab al-Mandab, offrendo alle compagnie di navigazione cinesi un vantaggio competitivo rispetto a molti operatori occidentali.
Il rapporto ha aggiunto che circa il 10% del petrolio trasportato via mare a livello globale—circa 9 milioni di barili al giorno—normalmente passa attraverso il Mar Rosso. Evitare questa rotta aumenta i costi di trasporto di una stima tra 4 e 8 dollari per barile, aggiungendo pressioni inflazionistiche ai prezzi globali dell’energia e degli alimenti.
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