Negli ultimi tempi diversi deputati tunisini hanno intensificato le critiche sulle prestazioni del presidente Kais Saied e del governo, evidenziando il peggioramento delle condizioni di vita, le ripetute interruzioni di energia elettrica e acqua, l’assenza di alcuni funzionari governativi dalle sedute parlamentari e le continue sfide che affrontano l’economia e la società del paese.

Le critiche, divenute più visibili durante le sedute parlamentari del 27 e 31 luglio, hanno sollevato interrogativi sul fatto che alcuni deputati che in precedenza avevano sostenuto il percorso politico di Saied stiano riconsiderando le loro posizioni. Altri, invece, vedono le dichiarazioni come manovre politiche in vista di possibili cambiamenti nell’equilibrio di potere.

Crescente frustrazione

Mohamed Ali, deputato del blocco Fronte della Sovranità Nazionale, ha affermato che l’aumento delle critiche all’interno del parlamento riflette una crescente frustrazione dopo che la pazienza si è "esaurita".

Ha detto che alcuni deputati in precedenza credevano che la fase di transizione richiedesse più tempo per affrontare le sfide nazionali, ma l’assenza di riforme visibili ha portato a un aumento delle critiche sia dentro che fuori dal parlamento.

Ali ha criticato le politiche di indebitamento del governo, avvertendo che potrebbero avere conseguenze future per diversi settori. Ha inoltre affermato che le autorità non sono riuscite a rassicurare i cittadini durante la crisi elettrica, aggiungendo che molti tunisini stanno affrontando povertà, carenze d’acqua e un potere d’acquisto in calo.

Ha sostenuto che, sotto l’attuale sistema presidenziale tunisino, la responsabilità ricade sull’autorità esecutiva, con il presidente Kais Saied come figura principale responsabile delle prestazioni del governo.

Ali ha aggiunto che le critiche all’interno del parlamento sono aumentate e che riconoscere i problemi è necessario per la riforma, sostenendo che le visite e le dichiarazioni presidenziali da sole non risolveranno le sfide del paese senza soluzioni pratiche.

Richieste di dimissioni del governo

Nouri Jridi, vicepresidente del parlamento tunisino responsabile degli affari di vigilanza, ha chiesto durante una seduta parlamentare del 27 luglio il licenziamento immediato dell’attuale governo.

Ha accusato i governi successivi di ripetere approcci fallimentari che non sono riusciti a creare crescita economica né a ridurre la dipendenza dalle pressioni esterne.

Jridi ha anche avvertito il presidente Saied che quella che ha definito una cattiva gestione ha raggiunto un livello che potrebbe minacciare la stabilità sociale.

Nel frattempo, Ali Zaghdoud, deputato del blocco "Lasciate Trionfare il Popolo", ha detto che alcuni parlamentari hanno scelto di criticare le prestazioni del governo e di esprimere le preoccupazioni dei cittadini riguardo a progetti di sviluppo bloccati e risultati economici deboli.

Ha indicato le recenti crisi, comprese le carenze di elettricità, affermando che i funzionari governativi responsabili dei settori pertinenti non hanno partecipato alle discussioni parlamentari nonostante fossero stati invitati.

Zaghdoud ha detto che il parlamento manca di informazioni sufficienti sui piani del governo e che i cittadini non vedono risultati tangibili, aggiungendo che qualsiasi governo incapace di comunicare apertamente con il pubblico dovrebbe farsi da parte.

Ha inoltre suggerito che alcuni deputati potrebbero aver rivisto le loro posizioni precedenti dopo aver realizzato che difendere le politiche governative non era più vantaggioso, mentre altri hanno mantenuto una posizione critica fin dall’inizio.

Dibattito sui motivi politici

Wessam Al-Saghir, portavoce del Partito Repubblicano, ha detto che la crescente critica all’interno del parlamento riflette la profondità della crisi economica e politica della Tunisia, che ha iniziato a colpire anche i sostenitori delle autorità attuali.

Ha messo in dubbio se le critiche rappresentino una reale rivalutazione delle posizioni o semplicemente un tentativo di assorbire la rabbia pubblica e prepararsi a potenziali cambiamenti politici.

Al-Saghir ha detto di ritenere più probabile la seconda spiegazione.

Il deputato Hassan Al-Jarboui ha anch’egli criticato la situazione attuale, affermando che i politici sono arrivati a un punto in cui cercano di convincere i cittadini di idee in cui loro stessi non credono per evitare un ulteriore deterioramento.

Ha sostenuto che i discorsi presidenziali sono scollegati dalla realtà, affermando che i problemi del paese non sono causati da complotti ma da politiche rigide che richiedono il riconoscimento del fallimento e la volontà di cercare alternative.