Secondo rapporti da Teheran, il parlamento ha classificato il disegno di legge come “urgente”, garantendo un rapido dibattito e approvazione. Circa 250 parlamentari hanno partecipato alla seduta, durante la quale la proposta è stata presentata sotto la supervisione della Commissione per la Sicurezza Nazionale e la Politica Estera. Una volta approvata, la legge obbligherà il governo, i militari e i funzionari a far rispettare l'autorità iraniana sullo stretto.

La legislazione delinea misure per la gestione del traffico marittimo, definendo corridoi di passaggio e la riscossione di tariffe per servizi e transito. Gli analisti osservano che questa mossa riflette la determinazione dell'Iran a contrastare la pressione statunitense, soprattutto dopo che Washington ha reintrodotto un blocco navale sui porti iraniani e ha lanciato attacchi su oltre 300 obiettivi, incluso Bandar Abbas. Il presidente Trump ha richiesto una tassa del 20% sulle spedizioni per la “protezione”, mentre l'Iran ha risposto chiudendo lo stretto alle navi legate agli Stati Uniti e colpendo siti militari americani.

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Gli osservatori descrivono la situazione come uno stallo tra “assedio e chiusura”, con entrambe le parti che intensificano le azioni militari e politiche. I funzionari iraniani sostengono che la legge sia essenziale per salvaguardare la sovranità e impedire che forze straniere dettino le rotte di navigazione.

Tempistiche per l’approvazione Il disegno di legge potrebbe essere finalizzato entro due-quattro settimane se non contestato. Considerata la maggioranza conservatrice in parlamento, si prevedono disaccordi solo sulle tattiche negoziali, non sul principio fondamentale del diritto dell’Iran a gestire lo stretto.

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Contesto strategico L’Iran accusa Washington di tentare di stabilire nuove rotte marittime attraverso Hormuz, facendo pressione sull’Oman per allinearsi ai piani statunitensi. I funzionari avvertono che i continui attacchi americani alle infrastrutture — inclusi porti, moli per la pesca e reti elettriche — rischiano di destabilizzare le catene di approvvigionamento globali e i flussi energetici.

Le operazioni militari si sono intensificate, con le forze statunitensi che hanno ampliato la lista degli obiettivi oltre le basi meridionali per includere infrastrutture vitali. La leadership di Teheran inquadra la legge sia come misura difensiva sia come segnale politico: l’Iran è aperto al dialogo con gli stati vicini ma insiste per la rimozione della presenza militare straniera dallo stretto.