Lunedì, l'Ufficio Media del Governo di Gaza ha emesso una dichiarazione confermando le dimissioni di Mohammed Jawad al-Farra, capo del comitato del governo d'emergenza e capo ad interim del follow-up governativo, e lo scioglimento ufficiale del comitato. La mossa mira a dimostrare serietà e facilitare la transizione amministrativa verso il Comitato Nazionale per la Gestione di Gaza.

Durante una conferenza stampa fuori dall'Ospedale Al-Aqsa Martiri, il portavoce dell'ufficio stampa ha sottolineato che tutte le disposizioni amministrative e legali per il passaggio di consegne sono state completate. Questi passaggi sono stati presentati in modo trasparente alle fazioni palestinesi, ai capi tribù, alle istituzioni della società civile e a un osservatore rappresentante delle Nazioni Unite.

La dichiarazione ha chiarito che i dipendenti governativi rimasti sono solo personale tecnico e professionale, che continuerà nei propri ruoli per evitare qualsiasi vuoto amministrativo che possa danneggiare i servizi pubblici. Sono descritti come “dipendenti statali” pronti a lavorare sotto le direttive del nuovo comitato, in linea con la roadmap del Cairo.

L'ufficio ha esortato tutte le parti ad accelerare l'ingresso del Comitato Nazionale a Gaza per assumere immediatamente i propri compiti, con l'obiettivo di alleviare la crescente sofferenza umanitaria causata dalla guerra, dai ritardi nella ricostruzione e dal blocco in corso.

Il direttore dell'Ufficio Media del Governo, Ismail Thawabteh, ha detto ad Al Jazeera che le condizioni sono ora completamente pronte per l'ingresso del “comitato tecnocratico”. Ha osservato che il personale del Ministero dell'Interno e le forze di polizia continueranno il loro lavoro per mantenere l'ordine e la sicurezza durante la transizione.

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Posizione di Hamas

Il portavoce di Hamas, Hazem Qassem, ha detto ad Al Jazeera che il movimento non farà parte di alcun accordo per la governance del “giorno dopo” a Gaza. Ha sottolineato che la responsabilità ora ricade sull'amministrazione statunitense e sui mediatori di Sharm el-Sheikh affinché facciano pressione su Israele per fermare l'aggressione e permettere l'ingresso del comitato.

Qassem ha spiegato che Hamas ha completato tutte le preparazioni legali, logistiche e professionali per consegnare i dossier di governance, inclusa la sicurezza, al Comitato Nazionale concordato. Ha sostenuto che questo passo elimina i pretesti israeliani e pone la responsabilità sulla comunità internazionale e sugli stati garanti per garantire l'accesso del comitato.

Ha respinto le affermazioni dell'autorità radiotelevisiva israeliana secondo cui le dimissioni sarebbero “ingannevoli” e solo simboliche, definendole una copertura per oltre 5.000 violazioni del cessate il fuoco da parte israeliana. Ha criticato il Consiglio di Pace dell'ONU e l'inviato Nikolay Mladenov per non aver identificato il vero violatore degli accordi.

Dichiarazione Tribale

L'Assemblea Nazionale delle tribù e clan palestinesi ha emesso una dichiarazione esortando all'unità e al sostegno del consenso nazionale tra fazioni e comunità. Hanno invitato mediatori e garanti, incluso l'inviato ONU, a fare pressione su Israele per aprire i valichi e permettere l'ingresso degli aiuti umanitari. La dichiarazione ha sottolineato l'urgenza che il Comitato Nazionale inizi i suoi compiti per alleviare la crisi umanitaria.

I capi tribù hanno inoltre esortato i dipendenti a rimanere saldi nelle loro posizioni e a continuare a fornire servizi essenziali, garantendo resilienza e prevenendo vuoti amministrativi in questa fase critica.

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Prontezza del Comitato

Ali Shaath, capo del Comitato Nazionale per la Gestione di Gaza, ha dichiarato che il comitato è pronto ad assumersi responsabilità nazionali non appena saranno disponibili le risorse. Ha sottolineato che il successo dipende da “un’autorità, una legge e un’arma” sotto controllo unificato. Shaath ha evidenziato la necessità di un ambiente politico, amministrativo e di sicurezza di supporto per servire la popolazione di Gaza.

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Visione del Consiglio di Pace

Il Consiglio di Pace di Gaza ha riconosciuto l'annuncio dello scioglimento, affermando che la sua valutazione si basa sulle azioni e non sulle promesse. Ha ribadito che la fase successiva deve essere costruita su un’autorità unificata e sulle armi sotto il Comitato Nazionale. Il rappresentante del Consiglio, Nikolay Mladenov, ha detto che l'annuncio evidenzia l'importanza di finalizzare rapidamente le negoziazioni della roadmap, permettendo al comitato di agire prima. Ha osservato che un accordo rapido accelererebbe il disarmo, il ritiro israeliano e la ricostruzione.

Reazione Israeliana

L’esperto di politica mediorientale Mahjoub Zweiri ha detto che la mossa ha sorpreso Israele, eliminando le scuse usate riguardo agli aiuti e alla governance a Gaza. Ha sostenuto che pone la responsabilità sulla comunità internazionale per garantire sicurezza, aiuti e apertura dei valichi, spingendo il Consiglio di Pace ad agire pienamente. Zweiri ha aggiunto che lo spostamento del potere da Hamas a forze palestinesi più ampie avrà conseguenze interne.

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Unico nel suo Genere

Questo annuncio segna il primo passo ufficiale e definitivo di questo tipo, superando tentativi precedenti come quello del febbraio 2026. Il corrispondente di Al Jazeera Ashraf Abu Amra ha riferito che le fazioni sono passate da dichiarazioni politiche a passi pratici, creando deliberatamente un vuoto amministrativo da colmare immediatamente con il Comitato Nazionale.

Abu Amra ha citato il portavoce di Hamas Hazem Qassem alla conferenza stampa, confermando la decisione di Hamas di non gestire gli affari civili e di soccorso a Gaza. Ha detto che il movimento non cerca alcun ruolo amministrativo nella fase del “giorno dopo”, lasciando invece spazio a tecnocrati indipendenti per gestire i dossier civili e umanitari in una crisi senza precedenti.