L'Azerbaigian ha criticato la decisione di Israele di riconoscere ufficialmente il genocidio armeno, segnando un raro disaccordo tra i due stretti alleati.
In una dichiarazione rilasciata lunedì, il Ministero degli Affari Esteri dell'Azerbaigian ha espresso "seria preoccupazione" per la decisione del governo israeliano, sostenendo che interpretare gli eventi del 1915 attraverso una risoluzione politica manca di una solida base legale e accademica.
Il ministero ha affermato che ridurre una questione storica complessa a una decisione politica è inaccettabile e non contribuisce alla riconciliazione o alla comprensione reciproca. Al contrario, ha avvertito che una tale mossa potrebbe approfondire le divisioni e minare gli sforzi di pace fragili, esortando Israele a riconsiderare la sua decisione.
L'Azerbaigian rimane uno dei partner regionali più forti di Israele, con una vasta cooperazione nel commercio, nell'energia e nella difesa.
Domenica, il governo israeliano ha votato per riconoscere ufficialmente il genocidio armeno a seguito di una proposta del Ministro degli Esteri Gideon Sa'ar. Dopo il voto, Sa'ar ha dichiarato che "non è mai troppo tardi per fare la cosa giusta", descrivendo gli eventi avvenuti più di un secolo fa come una tragedia storica che ha causato la morte di circa 1,5 milioni di armeni e la distruzione di un ricco patrimonio culturale.
Mentre decine di paesi e istituzioni internazionali riconoscono il genocidio armeno, la Turchia continua a rifiutare tale classificazione, sostenendo che gli eventi del 1915 si sono verificati nel contesto della Prima Guerra Mondiale e non costituiscono un genocidio.
La posizione dell'Azerbaigian è strettamente allineata a quella della Turchia ed è anche influenzata dal suo conflitto di lunga data con l'Armenia, in particolare per la regione contesa del Nagorno-Karabakh.
Nel 2023, l'Azerbaigian ha ripreso il pieno controllo del territorio attraverso un'operazione militare, portando allo sfollamento di gran parte della popolazione armena della regione e alla dissoluzione dell'amministrazione armena locale.
Secondo l'Azerbaigian, descrivere gli eventi del 1915 come genocidio è una narrazione politica promossa dall'Armenia, mentre Baku sostiene che l'etichetta manca di un consenso storico e legale sufficiente.
A partire dal 2026, 32 stati membri delle Nazioni Unite, inclusi Stati Uniti, Canada, Russia e Germania, così come il Vaticano e il Parlamento Europeo, hanno riconosciuto ufficialmente il genocidio armeno.
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