Il capo dell'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica (AIEA), Rafael Grossi, ha indicato che gli ispettori dovrebbero riottenere l'accesso alle strutture di arricchimento dell'uranio in Iran nel prossimo futuro, segnando un passo potenzialmente significativo negli sforzi per ripristinare il controllo nucleare dopo le recenti ostilità regionali.
Parlando durante una visita in Giappone, Grossi ha detto che la ripresa delle ispezioni è una questione di tempistica più che di principio, suggerendo che l'accesso potrebbe essere ristabilito entro giorni o settimane. La mossa permetterebbe all'agenzia di riprendere le attività di verifica interrotte durante l'ultimo conflitto che ha coinvolto Iran, Israele e Stati Uniti.
L'annuncio arriva in un contesto di incertezza continua sul futuro della cooperazione tra Teheran e l'AIEA. I funzionari iraniani hanno dichiarato che agli ispettori non sarà permesso di entrare nelle strutture nucleari danneggiate durante i recenti attacchi militari, citando preoccupazioni di sicurezza e sovranità.
Nel frattempo, Washington ha sostenuto che gli accordi recenti con Teheran includono meccanismi di ispezione rigorosi. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha affermato pubblicamente che l'Iran ha accettato ispezioni nucleari complete, descrivendole come un elemento centrale degli sforzi per prevenire ulteriori escalation.
Il ritorno degli ispettori dell'AIEA è ampiamente visto come un test cruciale per verificare se i canali diplomatici possono essere preservati dopo il conflitto, fornendo al contempo alla comunità internazionale una valutazione più chiara delle condizioni e dello stato del programma nucleare iraniano.
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