Il primo ministro Benjamin Netanyahu ha dichiarato domenica che la ricostruzione di Gaza non procederà a meno che le sue capacità militari non vengano smantellate e il territorio disarmato. Ha insistito che i residenti “hanno la libertà di restare o andarsene senza minacciarci”, sostenendo che la minaccia da Gaza è stata eliminata attraverso la creazione di una nuova zona cuscinetto all’interno dell’enclave.

Netanyahu ha sostenuto che questo cambiamento ha aumentato la domanda di abitazioni nelle comunità israeliane vicino a Gaza, citando condizioni di sicurezza migliorate. Le sue dichiarazioni arrivano in un contesto di guerra in corso e dibattiti internazionali sul futuro e la ricostruzione di Gaza.

Passando al Libano, Netanyahu ha affermato che Israele ha ottenuto la legittimità per rimanere lungo la “linea gialla” a sud, sottolineando che l’ex presidente USA Donald Trump non ha chiesto a Israele di astenersi dall’agire contro i tunnel di Hezbollah. Ha accusato Hezbollah di sostenere l’accordo con l’Iran mentre si oppone agli accordi di Israele.

Le dichiarazioni evidenziano il duplice obiettivo di Israele: imporre il disarmo a Gaza come prerequisito per la ricostruzione e mantenere una presenza strategica nel sud del Libano giustificata dalla sicurezza e dalla legittimità.