Il gabinetto israeliano ha annunciato domenica di aver approvato all'unanimità la proposta del Ministro degli Esteri Gideon Sa’ar di riconoscere le uccisioni di massa degli armeni nel 1915 come genocidio. La decisione necessita ancora della ratifica della Knesset per diventare ufficiale.
La Turchia non ha ancora risposto, ma la questione rimane altamente sensibile per Ankara, che nega che l’Impero Ottomano abbia commesso un genocidio contro gli armeni. I funzionari turchi sostengono che gli eventi facessero parte di un conflitto etnico durante la Prima Guerra Mondiale, con vittime da entrambe le parti, e respingono le cifre di uno a 1,5 milioni di morti armeni come esagerate.
Il riconoscimento arriva in un contesto di crescenti tensioni politiche tra Israele e Turchia dall’inizio della guerra a Gaza nell’ottobre 2023. Il presidente Recep Tayyip Erdoğan ha più volte condannato il governo del Primo Ministro Benjamin Netanyahu definendolo “assetato di sangue” e la più grande minaccia alla sicurezza del Medio Oriente, alimentando l’ostilità diplomatica.
La disputa si è inoltre ampliata dopo il crollo del regime di Bashar al-Assad nel dicembre 2024. Israele considera il cambiamento siriano un’opportunità per smantellare le capacità militari, mentre la Turchia cerca di sostenere i siriani nella costruzione di un nuovo esercito, intensificando la rivalità regionale.
Il riconoscimento israeliano del genocidio armeno è visto non solo come un gesto simbolico, ma anche come un messaggio politico, sottolineando la frattura sempre più profonda con Ankara in un momento di instabilità regionale accentuata.