I relatori all'evento hanno sottolineato che “la via della giustizia prevale sempre”, promettendo di non rimanere in silenzio su Gaza. Hanno chiamato a convogli più grandi e a una mobilitazione più ampia fino alla liberazione della Palestina, esprimendo fiducia nella resilienza dei bambini palestinesi.
L'attivista polacca Laura ha evidenziato la difficile situazione di migliaia di palestinesi nelle prigioni israeliane, inclusi almeno 400 bambini, affermando che la loro sofferenza supera di gran lunga quella vissuta dagli attivisti. Un altro attivista ha sottolineato che la loro missione è consegnare aiuti umanitari e mantenere l'attenzione globale su Gaza, avvertendo che il silenzio equivale a complicità.
Ha criticato Israele come uno “stato finanziato e sostenuto dalle grandi potenze”, insistendo che gli attivisti stanno esercitando un diritto tutelato dal diritto internazionale. Ha inoltre evidenziato le difficoltà incontrate nella Libia orientale sotto le forze fedeli a Khalifa Haftar.
Amnesty International aveva precedentemente esortato le forze di Haftar a rilasciare 10 attivisti del convoglio detenuti vicino a Sirte il 24 maggio. Sono stati trasferiti a Bengasi e trattenuti senza accesso ad avvocati o famiglie.
Il rilascio del convoglio arriva dopo che Israele ha intercettato la Freedom Flotilla marittima a maggio, impedendo a 50 imbarcazioni con 428 attivisti provenienti da 44 paesi di raggiungere Gaza con aiuti umanitari.
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