Il ministero ha dichiarato che circa 20 sospetti sono stati arrestati e quattro membri delle forze di difesa e sicurezza sono rimasti feriti. Ha sottolineato che l'aeroporto è ora sotto pieno controllo militare e rimane aperto al traffico aereo. I residenti locali hanno riferito di colpi d'arma da fuoco alle 6:00 del mattino vicino al cancello principale e al posto di controllo di sicurezza. Rinforzi sono stati dispiegati nei quartieri circostanti, in particolare lungo la strada Changa, dove sono state condotte operazioni di rastrellamento per rintracciare uomini armati.
I testimoni hanno detto che inizialmente ai passeggeri è stato impedito di salire a bordo dei voli, ma in seguito è stata confermata la stabilizzazione della situazione. L'aeroporto era già stato attaccato a gennaio dall'Islamic State nel Sahel, spingendo a misure di sicurezza più rigide, tra cui l'ampliamento delle recinzioni e l'installazione di 350 telecamere di sorveglianza. Il leader militare Abdourahmane Tiani aveva ammesso all'epoca "lacune di sistema" e promesso riforme.
L'ultimo assalto evidenzia le continue sfide di sicurezza del Niger insieme a Mali e Burkina Faso, dove gruppi jihadisti legati a IS e al-Qaeda continuano a intensificare gli attacchi. Gli analisti osservano che il cambiamento di alleanze del Niger, che si è allontanato dalla Francia verso nuove partnership, ha rimodellato la sua strategia di sicurezza, ma il paese rimane vulnerabile a operazioni militanti su larga scala.
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