In una dichiarazione rilasciata lunedì, la Segreteria ha accolto con favore questi riconoscimenti, osservando che non sarebbero stati possibili senza gli sforzi politici e diplomatici guidati dal Presidente Mahmoud Abbas nei forum internazionali e all’ONU, insieme alla convinzione globale che i palestinesi hanno subito un’ingiustizia storica dal 1948. Ha affermato che è giunto il momento di correggere questo torto, mentre Israele continua il genocidio a Gaza e l’annessione in Cisgiordania, trasformandosi in uno stato di apartheid che limita l’autodeterminazione esclusivamente agli ebrei.
La Segreteria ha sottolineato che decenni di lotta palestinese hanno prodotto risultati positivi, riflessi nell’intensificarsi del riconoscimento internazionale della Palestina sotto occupazione. Ha esortato la Gran Bretagna, autrice della Dichiarazione Balfour, a promuovere passi politici che possano porre fine all’occupazione in modo permanente.
Ha inoltre sollecitato i paesi che riconoscono la Palestina a fare pressione su Israele per revocare l’assedio su Gerusalemme, isolata dalla Cisgiordania dalla Guerra del Golfo e ulteriormente rafforzata dopo il 7 ottobre 2023. La città è diventata una città fantasma sotto il controllo militare, il blocco economico e le politiche di sfollamento forzato.
La dichiarazione ha evidenziato le recenti misure israeliane che hanno trasformato i villaggi a nord-ovest di Gerusalemme in un “ghetto” separato, emettendo carte magnetiche e permessi di attraversamento per staccarli da Gerusalemme e dalla Cisgiordania, ignorando gli appelli internazionali. Tali pratiche, ha avvertito, distruggono le speranze di una pace duratura e della soluzione a due stati, per la quale Francia e Arabia Saudita stanno convocando una conferenza globale.
La Segreteria ha insistito che al riconoscimento della Palestina devono seguire azioni concrete, inclusi boicottaggi economici di Israele e la sospensione delle esportazioni di armi utilizzate per uccidere palestinesi e armare i coloni che attaccano villaggi, occupano terre e godono della protezione dell’esercito.
Ha concluso che il diritto palestinese a uno stato indipendente con Gerusalemme come capitale, sotto la guida del Presidente Abbas, è sancito dal diritto internazionale. I recenti riconoscimenti, ha detto, hanno inflitto un colpo a Israele da parte della comunità globale, che riconosce sempre più che i palestinesi meritano vita, libertà e statualità.
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