I funzionari israeliani sono sempre più preoccupati per l'accordo previsto tra Stati Uniti e Iran, che il presidente americano Donald Trump ha annunciato dovrebbe essere firmato domenica. L'accordo dovrebbe includere anche la riapertura dello Stretto di Hormuz al traffico marittimo internazionale.

Le preoccupazioni arrivano in un contesto di rinnovate tensioni regionali. In una dichiarazione congiunta, il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu e il ministro della Difesa Israel Katz hanno affermato che, su loro direttiva, l'esercito israeliano ha effettuato attacchi nei sobborghi meridionali di Beirut colpendo posizioni di Hezbollah in risposta a colpi di arma da fuoco lanciati verso il territorio israeliano.

Trump ha descritto l'accordo con Teheran come un "muro" che impedisce all'Iran di acquisire armi nucleari. Nel frattempo, i media americani hanno citato un alto funzionario dell'amministrazione USA secondo cui Washington ritiene di aver raggiunto un "accordo forte e straordinario" con l'Iran.

Tuttavia, funzionari israeliani di alto livello avrebbero espresso profonde riserve sui termini dell'accordo. Secondo il canale israeliano Channel 12, i funzionari sostengono che l'accordo non affronta direttamente gli obiettivi di guerra di Israele e non richiede all'Iran di interrompere il sostegno ai suoi alleati regionali e ai gruppi proxy.

Il quotidiano israeliano Haaretz ha riportato crescenti preoccupazioni all'interno degli ambienti israeliani riguardo alla tempistica proposta per l'attuazione dell'accordo. Nel frattempo, un alto funzionario israeliano citato da Yedioth Ahronoth ha avvertito che Israele potrebbe alla fine essere costretto a fare concessioni indesiderate in Libano, definendo l'accordo "cattivo per Israele".

L'accordo previsto ha alimentato il dibattito sulle sue implicazioni più ampie per la sicurezza regionale e l'equilibrio di potere in Medio Oriente, soprattutto in un contesto di conflitti in corso che coinvolgono gruppi sostenuti dall'Iran.