Teheran ha annunciato sabato che un accordo a breve termine con gli Stati Uniti è possibile, poiché i colloqui hanno raggiunto le fasi finali. Fonti mediatiche e diplomatiche hanno rivelato disposizioni preliminari che includono un cessate il fuoco completo e la riapertura dello Stretto di Hormuz. Il Primo Ministro pakistano Shehbaz Sharif, il cui paese sta mediando, ha detto che la firma elettronica potrebbe avvenire entro poche ore, anche se il Ministero degli Esteri iraniano ha avvertito che il memorandum potrebbe richiedere più tempo e non è garantito per domenica.

L'accordo previsto segue l'annullamento da parte del Presidente Donald Trump di attacchi militari pianificati contro l'Iran, dichiarando imminente l'accordo. Un alto funzionario statunitense ha descritto il quadro emergente come "molto solido", osservando che Trump intende discuterne al prossimo vertice del G7. Il Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu non è stato incluso nei colloqui bilaterali, anche se Israele ha richiesto condizioni rigorose in qualsiasi accordo finale, inclusa la rimozione dell'uranio arricchito, lo smantellamento degli impianti di arricchimento, restrizioni sui missili e la cessazione del sostegno ai gruppi armati.

Secondo Al Arabiya, i termini preliminari includono:
- Estensione del cessate il fuoco per almeno 60 giorni.  
- Bonifica delle mine navali e riapertura dello Stretto di Hormuz entro 30 giorni, insieme alla revoca del blocco statunitense.  
- Permettere all'Iran di vendere ed esportare petrolio, con un graduale alleggerimento delle sanzioni.  
- Continuazione dei negoziati sul dossier nucleare durante il periodo di 60 giorni.  
- Cessate il fuoco su tutti i fronti.  

Le autorità iraniane hanno espresso ottimismo ma mantenuto cautela, con il Ministro degli Esteri Abbas Araghchi che ha dichiarato che le possibilità di accordo sono più alte che mai, sottolineando però che la revisione interna è ancora in corso. La televisione di stato iraniana ha inquadrato i colloqui come un riconoscimento della sovranità, riportando discussioni sul rilascio di 24 miliardi di dollari in asset congelati e sulla revisione delle sanzioni, affermando al contempo che l'Iran non trasferirà materiali nucleari all'estero.