Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato in un'intervista a NBC domenica che non intende rilasciare immediatamente i beni iraniani congelati come parte di un eventuale accordo con Teheran, segnalando una posizione dura sul dossier iraniano e sulle questioni finanziarie correlate. Ha aggiunto che il rilascio di tali beni sarebbe soggetto a condizioni rigorose e valutazioni, senza impegnarsi su una tempistica o un meccanismo.
Separatamente, Trump ha sottolineato che non c'è "nessuna ragione" per aumentare i tassi di interesse in questa fase, criticando direttamente le attuali politiche monetarie, anche se non ha fornito dettagli su approcci alternativi.
Queste dichiarazioni arrivano in mezzo a dibattiti accesi negli Stati Uniti sulla politica monetaria e sul futuro delle relazioni con l'Iran, mentre i mercati attendono segnali che potrebbero influenzare le prossime direzioni economiche e politiche.
Una fonte ha rivelato che il governo statunitense intende reindirizzare i beni iraniani congelati agli stati del Golfo per la ricostruzione e la riparazione dei danni causati dagli attacchi iraniani, inclusi i recenti attacchi con droni su Kuwait e Bahrain. Il segretario al Tesoro Scott Besant avrebbe incaricato un team di valutare i costi dei danni inflitti agli alleati di Washington, aggiungendo che gli Stati Uniti potrebbero utilizzare i beni iraniani anche per coprire future distruzioni.
Questa rivelazione è seguita ai commenti di Mohsen Rezaei, consigliere del Leader Supremo iraniano, che ha detto a CNN che un accordo di pace dipende dal rilascio da parte di Washington di 24 miliardi di dollari di beni iraniani congelati.
La fonte non ha specificato il tipo di beni sotto esame dal Dipartimento del Tesoro, osservando che le misure potrebbero estendersi oltre i fondi congelati. La minaccia di reindirizzare i beni iraniani potrebbe scatenare nuove tensioni nel fragile cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran, messo nuovamente alla prova nel fine settimana da attacchi reciproci.
Le negoziazioni sembrano bloccate, ma l'agenzia semi-ufficiale iraniana ISNA ha riportato che un ministro pakistano, in qualità di mediatore, è volato a Teheran sabato portando un messaggio al Leader Supremo Mojtaba Khamenei.
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