L'Azerbaigian ha fortemente negato le notizie dei media che affermano che personale militare e di intelligence israeliano stia operando dal suo territorio durante il conflitto in corso che coinvolge l'Iran.

Il portavoce del Ministero degli Esteri, Aykhan Hajizada, ha descritto le accuse come completamente infondate, sottolineando che l'Azerbaigian non ha mai permesso che il suo territorio fosse utilizzato per azioni ostili contro alcun paese terzo, incluso l'Iran. Ha aggiunto che non sono state presentate prove a sostegno di tali affermazioni e ha dichiarato che l'Azerbaigian esaminerebbe qualsiasi prova credibile qualora venisse fornita.

La dichiarazione arriva in un momento di rinnovata attenzione sui legami stretti tra l'Azerbaigian e Israele e sulla sua prossimità geografica all'Iran. I funzionari di Baku hanno sottolineato che il paese mantiene una politica estera equilibrata basata sugli interessi nazionali, la cooperazione e buone relazioni con gli stati vicini.

L'Azerbaigian condivide un confine di circa 700 chilometri con l'Iran e ha ripetutamente affermato che il suo territorio non sarà utilizzato contro nazioni vicine o amiche. Pur mantenendo forti relazioni economiche e di sicurezza con Israele dagli anni '90, ha anche sviluppato una cooperazione estesa con l'Iran in diversi settori.

Le tensioni tra i due paesi sono aumentate all'inizio di quest'anno dopo che droni avrebbero colpito l'exclave azera di Nakhchivan, danneggiando infrastrutture e ferendo civili. Il presidente azero Ilham Aliyev ha condannato l'incidente come un atto terroristico e ha chiesto responsabilità, mentre l'Iran ha negato ogni responsabilità e ha annunciato un'indagine.

Nonostante tensioni periodiche, l'Azerbaigian e l'Iran hanno gradualmente lavorato per ristabilire le relazioni diplomatiche negli ultimi mesi. Non sono state presentate prove indipendenti pubbliche a sostegno delle accuse di operazioni israeliane condotte dal territorio azero.