Roman Gofman ha ufficialmente assunto il ruolo di nuovo direttore dell'agenzia di intelligence estera israeliana, Mossad, dopo mesi di controversie legali e politiche legate alla sua nomina.

Durante la cerimonia di inaugurazione, Gofman ha dichiarato che l'Iran e i suoi alleati regionali hanno subito significativi contraccolpi durante i recenti conflitti, sostenendo che le azioni di Israele hanno rimodellato l'equilibrio di potere in tutto il Medio Oriente. Ha elogiato il personale del Mossad per la loro dedizione ed esperienza, descrivendoli come un pilastro fondamentale della sicurezza nazionale israeliana.

Nonostante abbia sottolineato quelli che ha definito grandi successi contro l'Iran, Gofman ha ribadito che la missione è tutt'altro che conclusa. Ha promesso che il Mossad continuerà a operare in modo clandestino per sviluppare nuove capacità e strategie volte a contrastare l'influenza iraniana e ad affrontare le future sfide di sicurezza.

Il Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha colto l'occasione per esprimere forte fiducia nel nuovo capo dell'intelligence. Netanyahu ha sostenuto che le operazioni israeliane condotte nel corso del 2025 e all'inizio del 2026 hanno significativamente indebolito la capacità dell'Iran di minacciare Israele, sia attraverso le sue ambizioni nucleari sia con l'espansione del suo programma di missili balistici.

Gofman succede a David Barnea, che ha completato un mandato quinquennale come direttore del Mossad. Prima della sua nomina, Gofman ha servito come segretario militare di Netanyahu e ha ricoperto posizioni di alto livello all'interno dell'apparato militare israeliano.

La sua nomina ha incontrato opposizione da parte di diverse figure politiche e della sicurezza ed è stata ritardata da sfide legali prima di ricevere infine l'approvazione dalla Corte Suprema di Israele. I sostenitori hanno descritto Gofman come un pensatore strategico con un approccio non convenzionale alle questioni di sicurezza, mentre i critici hanno messo in dubbio se possedesse sufficiente esperienza nell'intelligence per uno dei ruoli più delicati di Israele.

A 49 anni, Gofman è immigrato in Israele dalla Bielorussia da adolescente e ha costruito una carriera all'interno dell'apparato di sicurezza israeliano. La sua nomina lo pone al timone di una delle agenzie di intelligence più influenti del paese in un periodo di crescenti tensioni regionali e di confronto continuo con l'Iran.