Khartoum—Tra il 28 e il 30 maggio, tre rapporti ONU hanno delineato un quadro umanitario desolante per il Sudan, evidenziando un peggioramento della fame, degli sfollamenti e delle condizioni per donne e ragazze. La crisi va oltre il cibo e l’alloggio, estendendosi al collasso diffuso dei servizi essenziali.

Secondo i dati ONU, circa il 40% delle strutture sanitarie rimane fuori servizio, 17 milioni di persone non hanno accesso ad acqua potabile sicura e quasi 24 milioni affrontano condizioni igieniche inadeguate. Queste condizioni aumentano i rischi di colera, morbillo, malaria, dengue, epatite, difterite e malattie diarroiche ricorrenti, specialmente tra bambini e donne in gravidanza o in allattamento.

I dati UNHCR hanno mostrato un continuo flusso di rifugiati verso i paesi vicini, in particolare Ciad e Sud Sudan, mentre le famiglie sono costrette a spostarsi più volte a causa delle linee del fronte in evoluzione e della mancanza di servizi. Le comunità ospitanti affrontano crescenti pressioni sui settori alimentare, sanitario e educativo, mentre i bisogni umanitari aumentano in un contesto di finanziamenti internazionali limitati.
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I rapporti hanno sottolineato che i combattimenti in corso tra l’esercito sudanese e le Rapid Support Forces sono il principale motore della crisi. La consegna degli aiuti è interrotta, le infrastrutture danneggiate e gli sfollamenti di massa sono conseguenze dirette del conflitto. Le agenzie ONU hanno enfatizzato che la protezione dei civili e l’accesso umanitario senza ostacoli richiedono che tutte le parti rispettino il diritto umanitario internazionale e proteggano civili e servizi dal combattimento.

Nonostante mandati differenti, le tre agenzie ONU hanno presentato un quadro coerente: fame in accelerazione, sfollamenti in espansione, servizi in collasso e crescenti necessità di protezione per i gruppi vulnerabili. Il Sudan rimane tra le emergenze umanitarie più grandi al mondo, con un divario in crescita tra bisogni e risorse disponibili.

Con le richieste umanitarie che crescono più rapidamente dei finanziamenti, milioni di sudanesi affrontano un ulteriore deterioramento delle condizioni di vita. Le agenzie ONU hanno avvertito che una risposta efficace richiede accesso sicuro e finanziamenti urgenti prima che la crisi peggiori nella seconda metà del 2026.