Bruno Rodríguez ha denunciato i rapporti statunitensi che sostengono che Cuba possedesse 300 droni

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e che considerassero come obiettivi la Baia di Guantanamo, le navi da guerra o la Florida. Ha affermato che i media sono complici nella diffusione di calunnie per giustificare una guerra economica e una possibile aggressione militare.

Cuba affronta una grave crisi di carburante a causa delle sanzioni statunitensi, con blackout a rotazione che interrompono ospedali, trasporti e raccolta dei rifiuti. La carenza di cibo e medicine ha scatenato un raro dissenso pubblico contro il governo comunista.

L'amministrazione Trump ha intensificato la pressione, con voli di sorveglianza e accumuli di truppe vicino a Cuba. Il direttore della CIA John Ratcliffe ha chiesto a L'Avana di smettere di fungere da “rifugio sicuro” per gli avversari. Rapporti hanno anche suggerito piani per incriminare l'ex leader Raúl Castro, riecheggiando l'incriminazione usata per giustificare il raid contro Nicolás Maduro in Venezuela.

Trump ha inquadrato la politica statunitense attraverso una rinascita della Dottrina Monroe, ribattezzata “Dottrina Donroe”, affermando il dominio degli Stati Uniti nell'emisfero occidentale. Ha minacciato apertamente Cuba, dichiarando che potrebbe essere la “prossima” dopo il Venezuela.

Nel frattempo, la dipendenza di Cuba da alleati come il Venezuela si è indebolita dopo la cattura di Maduro, lasciando L'Avana più vulnerabile a sanzioni e isolamento. La crisi ha aggravato le difficoltà pubbliche, mentre i funzionari statunitensi continuano a dipingere Cuba come una minaccia regionale.