La risoluzione, introdotta dalle rappresentanti Pramila Jayapal e Sara Jacobs, è stata approvata mercoledì con un sostegno bipartisan, 44–2. Condanna entrambe le parti del conflitto, citando le conclusioni del Dipartimento di Stato USA secondo cui le Forze Armate Sudanesi (SAF) e le Forze di Supporto Rapido (RSF) hanno commesso crimini di guerra documentati.
Le RSF sono state ritenute responsabili di atrocità a El Geneina (Darfur Occidentale) e El Fasher (Darfur Settentrionale), mentre le SAF sono state accusate di bombardamenti aerei indiscriminati che hanno preso di mira ospedali, mercati, moschee e infrastrutture civili. La risoluzione ha evidenziato abusi diffusi tra cui uccisioni, stupri, torture, detenzioni arbitrarie e fame forzata.
Essa chiede una condanna ufficiale della crisi, la protezione dei civili sudanesi e la fine del supporto materiale esterno a entrambe le fazioni armate. La risoluzione ha lodato la resilienza della società civile sudanese e ha esortato l’amministrazione Trump a compiere passi chiari verso una soluzione negoziata e un governo civile democratico.
Sottolineando la rivoluzione sudanese del 2019, la risoluzione ha riaffermato il rifiuto del popolo verso il governo militare e la loro richiesta di una governance trasparente e responsabile. Ha inoltre sollecitato la comunità internazionale a dare priorità agli sforzi guidati dai civili per porre fine alla guerra, sostenere la ricostruzione e il recupero, e istituire meccanismi di giustizia transitoria per ristabilire lo stato di diritto e assicurare i responsabili alla giustizia.
Le organizzazioni umanitarie sono state elogiate per la consegna di aiuti salvavita, con appelli per un accesso senza restrizioni e garanzie di sicurezza per gli operatori umanitari. Jayapal ha descritto la guerra civile in Sudan come “una delle peggiori crisi umanitarie al mondo,” che colpisce 50 milioni di persone. Jacobs ha aggiunto che la comunità internazionale ha in gran parte ignorato il devastante conflitto, che ha fatto crollare i sistemi sanitari e lasciato milioni di persone affamate, alcune delle quali sono costrette a mangiare foglie o mangime per animali.
La risoluzione è ancora in fase di commissione e necessita di un voto dell’intera Camera per diventare vincolante. I rapporti indicano che la guerra, iniziata il 15 aprile 2023, ha causato oltre 400.000 morti, più di 14 milioni di sfollati, 20 milioni di persone che affrontano una grave insicurezza alimentare e 34 milioni che necessitano urgentemente di aiuti umanitari.
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