Parlando in una conferenza stampa congiunta a Doha martedì con il Ministro degli Esteri turco Hakan Fidan, il massimo diplomatico qatariota ha sottolineato che il ruolo del Pakistan è “molto importante” sia per la regione che per il mondo, osservando

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che Doha e Ankara sostengono gli sforzi di mediazione pakistani.

Ha avvertito che “la regione sta attraversando circostanze sensibili che richiedono consultazioni con paesi fratelli e amici.”

Riguardo allo Stretto di Hormuz, il ministro degli Esteri qatariota ha affermato che la libertà di navigazione in questa via d’acqua strategica è purtroppo utilizzata come “arma.”

Da parte sua, il ministro degli Esteri turco ha ribadito il sostegno di Ankara al ruolo di mediazione del Pakistan tra Stati Uniti e Iran, esprimendo la speranza che lo Stretto di Hormuz rimanga aperto e che la navigazione marittima sia garantita.

La conferenza stampa è avvenuta dopo che il presidente statunitense Donald Trump ha lasciato intendere lunedì sera la possibilità di un ritorno al conflitto, descrivendo l’accordo di cessate il fuoco entrato in vigore l’8 aprile come in “terapia intensiva,” suggerendo che fosse sull’orlo del collasso.

Nel frattempo, Teheran ha riaffermato il suo impegno per la diplomazia pur dichiarandosi pronta a tutti gli scenari possibili.

Vale la pena notare che l’Iran ha recentemente presentato la sua risposta al mediatore pakistano, che l’ha poi trasmessa alla parte americana, la quale l’ha definita “molto negativa.”

L’Iran ha mantenuto la sua posizione sul diritto all’arricchimento dell’uranio, mostrando apertura a discutere una sospensione temporanea, ma ha respinto il trasferimento delle sue scorte di uranio altamente arricchito fuori dal paese.

Teheran ha inoltre insistito su quella che definisce una “status speciale” per lo Stretto di Hormuz, sulla revoca del blocco marittimo dei suoi porti e sullo sblocco dei suoi beni all’estero.