Un rapporto di Politico rivela un crescente cambiamento nella politica statunitense sotto Donald Trump, che si allontana da una stretta coordinazione con gli alleati europei verso un approccio più conflittuale. Questo cambiamento è diventato visibile dopo che Trump ha criticato pubblicamente la leadership tedesca sui social media, segnalando un tono più duro verso l'Europa.

Secondo il rapporto, l'attenzione dell'amministrazione si è sempre più concentrata sulle tensioni in Medio Oriente, in particolare con Iran. Ciò è coinciso con un calo dell'attenzione verso la guerra in Ucraina, suscitando preoccupazioni tra i governi europei riguardo all'impegno a lungo termine di Washington.

Allo stesso tempo, le discussioni all'interno del Pentagon su una possibile riduzione della presenza militare statunitense in Europa hanno aumentato l'incertezza. Una telefonata riportata tra Trump e Vladimir Putin, che ha portato a un accordo di cessate il fuoco a breve termine senza il coinvolgimento ucraino, ha ulteriormente intensificato le tensioni.

Funzionari europei, che hanno parlato anonimamente, affermano che questi sviluppi stanno accelerando gli sforzi per costruire una struttura di difesa più indipendente, spesso definita “Unione Europea della Difesa”, volta a ridurre la dipendenza dagli Stati Uniti.

La Casa Bianca, tramite la portavoce Olivia Wells, ha sostenuto che le priorità degli USA rimangono focalizzate sull'impedire all'Iran di acquisire armi nucleari, continuando al contempo gli sforzi diplomatici per porre fine al conflitto Russia–Ucraina.

Nel frattempo, l'Ucraina sta iniziando ad adeguare la propria strategia in risposta a questi cambiamenti. Un sondaggio del Kyiv International Institute of Sociology ha rilevato che la fiducia pubblica nel sostegno statunitense è diminuita significativamente, scendendo al 40% dal 57% di inizio anno, riflettendo una crescente incertezza sul supporto futuro.