Le forze maliane hanno riconquistato il controllo di una città vicino al confine con il Niger dopo che combattenti armati legati all'ISIS si sono ritirati a seguito di scontri con l'esercito, secondo quanto riferito da residenti e da una fonte diplomatica.
Lo sviluppo arriva dopo una serie di attacchi coordinati all'inizio di questa settimana che hanno ucciso il ministro della difesa del Mali e inflitto un duro colpo alle forze sostenute dalla Russia a supporto dell'esercito. Gli attacchi hanno evidenziato la crescente forza e coordinazione dei gruppi militanti operanti nella regione.
I residenti nella città di confine di Ménaka hanno riferito che i combattenti della Provincia del Sahel dell'ISIS si sono ritirati dopo gli scontri con le truppe maliane, che da allora hanno ripreso sia le pattuglie terrestri che aeree.
Nel Mali centrale, in particolare nella regione di Mopti, è tornata una fragile calma dopo la violenza del fine settimana. Tuttavia, i residenti rimangono profondamente preoccupati mentre l'esercito aumenta i posti di blocco e intensifica le pattuglie di sicurezza.
Il leader militare del Mali, Assimi Goïta, è apparso pubblicamente per la prima volta dopo giorni, promettendo di perseguire i responsabili degli attacchi. L'assalto ha mostrato una chiara coordinazione tra gruppi legati ad al-Qaeda e separatisti Tuareg, che recentemente hanno preso il controllo della città strategica di Kidal dalle forze maliane sostenute da mercenari russi.
Gli analisti avvertono che questi sviluppi potrebbero scatenare un conflitto più ampio nel nord del Mali, sollevando preoccupazioni per l'espansione delle operazioni militanti nei paesi vicini e potenzialmente oltre.
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