I prezzi globali del petrolio hanno continuato a salire lunedì, aumentando di oltre il 2% mentre le tensioni geopolitiche e le restrizioni all'offerta hanno sostenuto il mercato. L'aumento arriva mentre i colloqui di pace tra Stati Uniti e Iran restano bloccati, aumentando l'incertezza sui flussi futuri di petrolio e sulla stabilità regionale.
L'attività di navigazione attraverso lo Stretto di Hormuz, una rotta chiave per il trasporto globale di petrolio, è rimasta limitata, contribuendo a condizioni di offerta più restrittive. Ciò ha esercitato una pressione al rialzo sui prezzi mentre i mercati reagiscono al rischio di una disponibilità ridotta.
Secondo Bloomberg, i futures sul Brent sono saliti di 2,16 dollari, ovvero il 2,05%, raggiungendo 107,49 dollari al barile, il livello più alto dal 7 aprile. Nel frattempo, il greggio West Texas Intermediate statunitense è aumentato a 96,17 dollari al barile, in rialzo di 1,77 dollari, ovvero l'1,88%.
Gli ultimi guadagni si aggiungono alla forte performance della scorsa settimana, quando Brent e West Texas Intermediate hanno registrato aumenti rispettivamente di circa il 17% e il 13%. Questi sono stati i maggiori guadagni settimanali dall'inizio della guerra, riflettendo la continua volatilità nei mercati energetici globali.
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