Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dato all'Iran una scadenza ferma fino a martedì sera, avvertendo che il mancato raggiungimento di un accordo potrebbe comportare un'azione militare su vasta scala mirata alle infrastrutture critiche del paese.

In una serie di dichiarazioni, Trump ha descritto i colloqui in corso con Teheran come “negoziati profondi”, esprimendo un cauto ottimismo riguardo a un possibile accordo, pur mettendo in dubbio la serietà dell'Iran nel processo.

Trattative indirette tramite mediatori

Secondo Axios, le negoziazioni si stanno svolgendo indirettamente tramite mediatori provenienti da Egitto, Turchia e Pakistan. Sarebbero in corso scambi di messaggi tra i consiglieri di Trump e il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi.

Gli sforzi di mediazione si concentrano su misure di costruzione della fiducia che potrebbero aprire la strada a colloqui diretti. Tuttavia, fonti indicano che finora non è stato raggiunto alcun progresso significativo.

Minacce in aumento

Contemporaneamente, Trump ha intensificato nettamente la sua retorica, minacciando di distruggere centrali elettriche, ponti e altre infrastrutture chiave iraniane se Teheran si rifiuterà di conformarsi o continuerà a mantenere chiuso lo Stretto di Hormuz.

Ha avvertito che gli Stati Uniti potrebbero “eliminare ogni impianto energetico e installazione importante” in Iran, sostenendo che potrebbero volerci decenni per il paese per riprendersi — “se ci sarà ancora un paese.”

Trump ha inoltre suggerito che potrebbero essere considerate ulteriori misure, inclusa la confisca del petrolio iraniano o addirittura l'impiego di forze di terra se la diplomazia fallisse.

Una scadenza critica

La scadenza è fissata per martedì alle 20:00 ora orientale (3:00 del mercoledì ora di Mecca), segnando quello che potrebbe essere un punto di svolta decisivo.

In un post sulla sua piattaforma Truth Social, Trump ha indicato che la scadenza potrebbe coincidere con attacchi importanti, definendola un potenziale “giorno delle centrali elettriche e dei ponti.”

Preoccupazioni legali e umanitarie

Le minacce hanno sollevato serie preoccupazioni legali e umanitarie, in particolare riguardo al targeting di infrastrutture civili. Gli analisti avvertono che tali azioni potrebbero attirare critiche internazionali, mentre l'Iran ha accusato Washington di segnalare l'intenzione di commettere potenziali crimini di guerra.

Diplomazia o escalation

Nonostante i canali di comunicazione indiretti ancora aperti, le possibilità di raggiungere un accordo nelle prossime ore appaiono scarse.

Con l'avvicinarsi della scadenza, la comunità internazionale osserva attentamente se la diplomazia dell'ultimo minuto potrà evitare un conflitto più ampio — o se la situazione sta andando verso una grande escalation.