L'Italia ha completato il ritiro delle sue truppe rimanenti dall'Iraq, ponendo fine a un dispiegamento durato 12 anni mentre gli Stati Uniti si preparano a ritirare le loro forze dalle ultime basi nel paese entro il 30 settembre.

Il ministero della Difesa italiano ha dichiarato martedì che le ultime truppe sono partite dopo che Roma aveva ritirato la maggior parte del suo personale all'inizio di quest'anno. Le forze italiane avevano partecipato all'Operazione Inherent Resolve guidata dagli Stati Uniti contro lo Stato Islamico e contribuito alla missione di consulenza non combattente della NATO in Iraq. 

Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha descritto il ritiro come una transizione verso una maggiore responsabilità irachena per la sicurezza del paese, secondo la dichiarazione del ministero riportata da Reuters. Due ufficiali dei Carabinieri italiani rimarranno in Iraq come parte della Missione di Consulenza dell'Unione Europea, EUAM Iraq, che opera con il consenso del governo iracheno. 

Il ritiro italiano coincide con la fase finale di un ritiro americano molto più ampio.

Le forze statunitensi dovrebbero lasciare le loro ultime basi in Iraq entro mercoledì 30 settembre, completando un ritiro concordato da Baghdad e Washington nel 2024. Reuters ha riferito che la partenza porrà fine all'ultima fase della presenza militare statunitense iniziata con l'invasione del 2003, sospesa dopo il ritiro delle forze americane alla fine del 2011 e ripresa nel 2014 quando lo Stato Islamico ha conquistato vaste aree di Iraq e Siria. 

L'accordo del 2024 prevedeva una transizione in due fasi dalla missione militare della coalizione guidata dagli Stati Uniti verso relazioni di sicurezza bilaterali a lungo termine. Il Pentagono aveva dichiarato all'epoca che le operazioni della coalizione in Iraq sarebbero state ridotte prima che una seconda fase consentisse alle basi nel paese di supportare le operazioni contro lo Stato Islamico nel nord-est della Siria almeno fino a settembre 2026, a seconda delle condizioni e delle consultazioni tra i governi coinvolti. 

Il dispiegamento italiano ora concluso risaliva al 2014, quando Roma si unì alla campagna internazionale lanciata dopo che lo Stato Islamico aveva catturato Mosul e altre vaste aree del nord e ovest dell'Iraq.

L'Italia ha inoltre partecipato alla Missione NATO in Iraq, un'operazione di consulenza e rafforzamento delle capacità istituita su richiesta del governo iracheno. La NATO afferma che la missione è non combattente ed è destinata a rafforzare le istituzioni di difesa e sicurezza irachene piuttosto che accompagnare le forze irachene in combattimento. 

La NATO aveva già ritirato il suo personale dall'Iraq nel marzo 2026 a causa della situazione di sicurezza regionale. L'alleanza ha trasferito il personale della missione in Iraq al Comando Congiunto Alleato di Napoli, in Italia, da dove la missione di consulenza è proseguita. 

La prossima partenza americana ha suscitato reazioni nettamente diverse all'interno dell'Iraq.

L'Iran e i gruppi armati iracheni allineati con l'Iran hanno descritto il ritiro statunitense come una vittoria e un'affermazione della sovranità irachena. Alcuni funzionari della sicurezza iracheni e curdi, tuttavia, hanno avvertito che la perdita del supporto di intelligence, logistico e di sorveglianza statunitense potrebbe dare alle cellule dello Stato Islamico più spazio per riorganizzarsi. Queste valutazioni restano controverse, e il governo iracheno ha sempre più sottolineato la capacità delle proprie forze di assumersi maggiori responsabilità per la sicurezza nazionale. 

Le truppe statunitensi entrarono per la prima volta in Iraq in gran numero durante l'invasione del 2003 che rovesciò Saddam Hussein. Si ritirarono nel 2011 ma tornarono meno di tre anni dopo come parte della campagna internazionale contro lo Stato Islamico. 

L'annuncio italiano e la partenza programmata degli Stati Uniti chiudono quindi importanti dispiegamenti militari occidentali associati alla coalizione anti-Stato Islamico, anche se il coinvolgimento internazionale per la sicurezza in Iraq non è scomparso del tutto. La missione di consulenza dell'UE rimane attiva, mentre la NATO afferma che la sua missione in Iraq continua da remoto da Napoli.