EL OBEID: L’agenzia delle Nazioni Unite per l’infanzia ha avvertito che la situazione umanitaria a El Obeid e nelle aree circostanti dello stato del Nord Kordofan in Sudan sta rapidamente peggiorando mentre continua la guerra tra l’esercito sudanese e le Rapid Support Forces.

Il rappresentante UNICEF in Sudan, Sheldon Yett, ha descritto la situazione come un “disastro massiccio che continua a peggiorare”, evidenziando l’aumento della malnutrizione, la diffusione delle malattie e il continuo sfollamento.

Yett ha affermato che l’accesso limitato all’acqua potabile sicura e il forte aumento dei prezzi dei beni essenziali hanno lasciato le famiglie vulnerabili sempre più incapaci di soddisfare i loro bisogni fondamentali.

Il peggioramento della salute della popolazione ha inoltre reso le persone più vulnerabili a molteplici malattie e ha ridotto la loro capacità di assorbire nutrienti essenziali.

UNICEF ha riferito a fine luglio che almeno 23 bambini erano stati uccisi e 25 feriti nel Nord Kordofan durante due mesi di combattimenti intensificati intorno a El Obeid.

L’agenzia ha avvertito che i bambini stanno pagando il prezzo più alto del conflitto, sia attraverso attacchi diretti, fame, malattie o il collasso dei servizi essenziali.

L’esercito sudanese ha recentemente annunciato di aver ripreso il controllo dell’autostrada strategica che collega El Obeid a Khartoum dopo diversi giorni di operazioni militari.

Questo sviluppo ha permesso l’ingresso di alcune forniture umanitarie nell’area, ma Yett ha avvertito che la strada rimane vulnerabile a ripetuti attacchi, rendendo pericolose e imprevedibili le consegne di aiuti.

Molti residenti di El Obeid continuano a lasciare la città ogni volta che si presenta un’opportunità, con numerosi spostamenti verso Khartoum in cerca di maggiore sicurezza e migliore accesso ai servizi.

I Bisogni Superano di Gran Lungo la Risposta

UNICEF ha espresso preoccupazione per la continua diffusione del colera nella regione del Kordofan, avvertendo che gli sfollamenti ripetuti potrebbero portare la malattia in ulteriori aree.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha inoltre avvertito che l’epidemia di colera in Sudan potrebbe peggiorare a causa del conflitto, della stagione delle piogge e dell’accesso fortemente limitato alle cure sanitarie.

Yett ha detto che la sua ultima visita nella regione, effettuata a metà luglio, è stata la seconda in circa due mesi. Le condizioni si erano ulteriormente deteriorate rispetto alla visita precedente.

Ha indicato come problema più allarmante il divario sempre più ampio tra la scala del bisogno umanitario e le risorse disponibili per rispondere.

Gli aiuti continuano a raggiungere alcune comunità, ma solo in quantità limitate e in condizioni di sicurezza e operative estremamente difficili.

Dopo oltre 30 anni di risposta a emergenze umanitarie in tutto il mondo, Yett ha descritto il Sudan come una delle crisi più complesse che abbia mai incontrato.

Ha sottolineato l’enorme scala degli sfollamenti, la pressione sulle città che accolgono famiglie sfollate e la grave carenza di organizzazioni umanitarie e personale operativo sul campo.

I bambini rimangono il gruppo più vulnerabile, con bisogni di protezione che raggiungono livelli senza precedenti.

Yett ha anche avvertito del reclutamento di bambini da parte di gruppi armati, insieme a crescenti segnalazioni di stupri e violenza di genere. Questi abusi hanno aggravato la sofferenza dei civili, in particolare donne e bambini.

Ha criticato la mancanza di attenzione internazionale verso il Sudan, avvertendo che il continuo disinteresse permetterà alla crisi di crescere e che le sue conseguenze non rimarranno confinate ai confini del Sudan.

Una delle Peggiori Crisi Umanitarie al Mondo

Da quando è scoppiata la guerra tra l’esercito sudanese e le Rapid Support Forces nell’aprile 2023, decine di migliaia di persone sono state uccise e milioni costrette a fuggire dalle proprie case.

Alcuni rimangono sfollati all’interno del Sudan, mentre altri hanno cercato rifugio nei paesi vicini, già in difficoltà nell’accogliere il crescente numero di arrivi.

Le Nazioni Unite descrivono il Sudan come una delle peggiori emergenze umanitarie al mondo, con conflitto, fame e malattie che minacciano la vita di milioni di persone.

A El Obeid, il problema non è che non arrivino aiuti. È che l’assistenza che raggiunge la città è ben lontana dal corrispondere alla scala del disastro.