Un grave guasto alla centrale elettrica della diga di Merowe ha lasciato al buio vaste aree del Sudan dopo che un incendio ha danneggiato cavi e componenti chiave della rete elettrica nazionale.
Il blackout ha interessato gli stati del Nilo Azzurro, del Mar Rosso e del Nord, oltre a gran parte della capitale, Khartoum. Ha inoltre sollevato timori che ospedali, stazioni di approvvigionamento idrico e altri servizi essenziali possano essere costretti a interrompere le attività.
Il disservizio arriva mentre alcune zone del Sudan affrontano un caldo estremo, con temperature che superano i 40 gradi Celsius in alcune aree. Le condizioni hanno aggravato le difficoltà dei residenti, già abituati a lunghi blackout quotidiani.
Il Ministero dell’Energia e del Petrolio del Sudan ha dichiarato domenica che un incendio ha danneggiato i cavi alla centrale della diga di Merowe, causando danni estesi alle linee principali di alimentazione che servono Merowe, Atbara e Al-Murkhiyat.
Una prima valutazione tecnica ha rilevato che le riparazioni richiederanno diversi giorni prima che l’elettricità possa essere completamente ripristinata negli stati colpiti, secondo quanto riferito dal ministero.
Il ministro dell’Energia e del Petrolio, Al-Mutasim Ibrahim, ha ordinato alle squadre tecniche di procurarsi i pezzi di ricambio necessari e di accelerare i lavori di riparazione. Ha inoltre incaricato i funzionari di organizzare forniture alternative da altre centrali elettriche e di ridistribuire l’elettricità ancora disponibile attraverso la rete nazionale.
Le autorità non hanno ancora annunciato la causa dell’incendio, affermando che è in corso un’indagine.
Il ministero aveva inizialmente descritto l’incidente di sabato come un incendio limitato, che era stato domato dalle squadre di difesa civile e tecniche. Tuttavia, l’entità del blackout successivo ha indicato che i danni erano più gravi di quanto suggerito dalle prime dichiarazioni.
Con il calar della notte, l’oscurità ha coperto vaste aree del paese e la rabbia pubblica è cresciuta. I residenti hanno accusato il governo di non aver affrontato la crisi elettrica né protetto l’infrastruttura fragile del sistema energetico nazionale.
Alcuni utenti sudanesi sui social media hanno chiesto il licenziamento immediato del ministro dell’energia, sostenendo che l’ultimo guasto ha messo in luce l’assenza di alternative affidabili ogni volta che la centrale di Merowe va offline.
Nello stato del Mar Rosso, centinaia di manifestanti hanno bloccato la strada principale che conduce a Khartoum. I residenti di alcune zone costiere riferiscono di aver affrontato interruzioni di corrente per più di due settimane.
La diga di Merowe è la più grande fonte di energia idroelettrica del Sudan. Qualsiasi guasto serio alla struttura o alla sua rete di trasmissione può quindi causare blackout in diversi stati.
Il sistema elettrico del Sudan si è deteriorato drasticamente da quando è iniziata la guerra tra le Forze Armate Sudanesi e le Rapid Support Forces nell’aprile 2023. Centrali elettriche, sottostazioni e infrastrutture di trasmissione sono state ripetutamente danneggiate o attaccate durante il conflitto.
Anche prima dell’ultimo incendio, le interruzioni di corrente in diverse aree duravano tra le 10 e le 12 ore al giorno. Residenti e imprese con risorse sufficienti si sono sempre più affidati a sistemi solari privati per soddisfare i bisogni di base.
Questo è il terzo grande collasso che coinvolge la rete elettrica di Merowe dall’inizio della guerra. La centrale e le infrastrutture ad essa collegate sono state inoltre bersaglio di droni in diverse occasioni.
Le conseguenze vanno ben oltre l’illuminazione domestica. Stazioni idriche, ospedali, panifici e reti di comunicazione dipendono tutti dall’elettricità, il che significa che un blackout prolungato potrebbe rapidamente trasformarsi in un’emergenza umanitaria più ampia.
Omdurman sta già vivendo una grave carenza di acqua potabile dopo che le forniture si sono interrotte in diversi quartieri. I residenti temono che la crisi si estenda se le riparazioni saranno ritardate o se non si riusciranno a garantire fonti alternative di energia elettrica.
Il ministero afferma che l’energia tornerà gradualmente dopo diversi giorni di riparazioni. Fino ad allora, milioni di sudanesi rimangono dipendenti da una rete indebolita dalla guerra e vulnerabile a crolli ad ogni incendio, attacco o guasto tecnico grave.
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