Con l'intensificarsi della pressione statunitense su Cuba, con Washington che cerca di creare condizioni per un cambiamento politico sull'isola, la Russia ha in gran parte limitato la sua risposta a dichiarazioni di sostegno a uno dei suoi alleati più antichi nei Caraibi e in America Latina.
L'approccio cauto suggerisce che Mosca potrebbe accettare sempre più la perdita di un altro partner strategico, a seguito del declino della sua influenza in Siria dopo la caduta del governo di Bashar al-Assad nel dicembre 2024 e la rimozione del presidente venezuelano Nicolás Maduro all'inizio di quest'anno.
Nonostante la Russia rimanga interessata a preservare Cuba come una base simbolica che dimostri la sua influenza globale, la portata del suo aiuto e le sue risposte ufficiali alle misure statunitensi indicano capacità limitate e poca volontà di impegnarsi in uno scontro diretto con Washington, soprattutto mentre Mosca rimane concentrata sulla sua guerra in corso in Ucraina.
Alla fine di marzo, la Russia ha inviato una petroliera con circa 730.000 barili di greggio a Cuba, una spedizione sufficiente solo a coprire i bisogni minimi del paese per un breve periodo.
La portavoce del Ministero degli Esteri russo Maria Zakharova ha poi criticato le misure statunitensi contro Cuba, accusando Washington di aver inasprito le restrizioni economiche, finanziarie ed energetiche sull'isola. Anche il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov ha espresso il sostegno di Mosca a Cuba, riaffermando la solidarietà con quello che ha definito “il popolo di Cuba e l'Isola della Libertà.”
Tuttavia, queste dichiarazioni non sono state accompagnate da azioni economiche o politiche significative, sollevando dubbi sulla capacità della Russia di svolgere ancora il ruolo protettivo un tempo garantito dall'Unione Sovietica.
Cuba: un alleato simbolico con supporto limitato
Oltre l'era della Guerra Fredda, Cuba è emersa come uno dei partner chiave della politica estera russa dopo l'inizio della guerra in Ucraina nel 2022 e il deterioramento delle relazioni con i paesi occidentali.

La strategia di politica estera russa del 2023 ha identificato Cuba, Brasile, Nicaragua e Venezuela come partner prioritari in America Latina e nei Caraibi.
Da allora, Mosca e L'Avana hanno lavorato per espandere la cooperazione finanziaria ed economica, inclusi piani per aumentare l'uso del rublo russo nelle transazioni, facilitare l'operatività delle banche russe a Cuba e promuovere tecnologia e soluzioni digitali russe nella regione.
Cuba ha anche offerto alla Russia l'opportunità di testare i suoi sistemi di pagamento domestici, inclusa la rete di carte Mir, al di fuori delle strutture finanziarie occidentali.
Nonostante questi sforzi, gli analisti affermano che i guadagni della Russia a Cuba sono rimasti in gran parte geopolitici e simbolici piuttosto che economici o strategici. Il paese ha faticato a fornire il livello di supporto che Mosca offriva durante il periodo sovietico.
Una possibile perdita di Cuba rappresenterebbe un grave colpo reputazionale per la Russia e potrebbe indebolire la sua immagine come potenza globale capace di sfidare l'influenza statunitense e promuovere un ordine mondiale multipolare.
Perdita della base venezuelana
Per anni, il Venezuela ha rappresentato la base strategica più importante della Russia in America Latina.
Le relazioni tra Mosca e Caracas si sono ampliate significativamente sotto l'ex presidente venezuelano Hugo Chávez, che promosse legami stretti con la Russia, acquistò equipaggiamenti militari russi e sostenne la visione di Mosca di un sistema globale multipolare.
Tra il 2005 e il 2016, Russia e Venezuela firmarono più di 40 accordi di difesa per un valore di circa 11,5 miliardi di dollari. L'equipaggiamento militare russo rappresentava una quota significativa delle importazioni di armi venezuelane, inclusi caccia Su-30, elicotteri della serie Mi, carri armati T-72, sistemi missilistici e sistemi di difesa aerea.
Mosca ha anche utilizzato il Venezuela come risposta simbolica all'influenza statunitense, dimostrando la sua capacità di stabilire una presenza nella tradizionale sfera d'influenza di Washington.
Tuttavia, la guerra in Ucraina ha ridotto significativamente la capacità della Russia di sostenere Caracas. Le industrie della difesa russe si sono concentrate principalmente sulle esigenze militari interne, influenzando i programmi di manutenzione, le forniture di pezzi di ricambio e la cooperazione militare estera.
Nonostante Russia e Venezuela abbiano firmato un accordo di partenariato strategico nel 2025 che copre cooperazione politica, economica, energetica e militare, gli sviluppi successivi hanno messo in luce la limitata capacità di Mosca di proteggere il suo alleato.
La caduta di Maduro ha inoltre danneggiato la reputazione della Russia, nonostante Caracas possedesse sistemi di difesa aerea di fabbricazione russa. Gli eventi hanno evidenziato che relazioni strette con Mosca non garantivano necessariamente protezione contro una forte pressione statunitense.
La Russia ha anche subito perdite economiche, inclusi miliardi di dollari investiti dalla compagnia petrolifera russa Rosneft nel settore energetico venezuelano.
Spazio limitato per l'azione russa
Il profondo coinvolgimento della Russia nella guerra in Ucraina e i suoi sforzi per migliorare le relazioni con l'amministrazione statunitense sembrano aver limitato la sua volontà di confrontarsi direttamente con Washington su Venezuela o Cuba.
Gli sviluppi recenti suggeriscono che il sostegno russo possa fornire un appoggio diplomatico durante periodi di tensione, ma non rappresenta una garanzia di sicurezza affidabile quando gli Stati Uniti decidono di aumentare significativamente la pressione.
Allo stesso tempo, il rinnovato focus di Washington sul rafforzamento della sua influenza nell'emisfero occidentale ha ridotto la capacità di Mosca di espandere la sua presenza nella regione.
Dall'espansione al mantenimento dell'influenza
La traiettoria attuale suggerisce che l'era dell'espansione della presenza fisica russa in America Latina potrebbe essere giunta al termine, poiché Mosca affronta vincoli finanziari e strategici.
Cuba rimane economicamente fragile, il Nicaragua ha un'influenza regionale limitata e i principali paesi latinoamericani sembrano riluttanti a trasformare le relazioni con la Russia in alleanze strategiche complete.
Invece, Mosca probabilmente si concentrerà sul mantenimento dell'influenza attraverso strumenti a basso costo, inclusa la diplomazia, la cooperazione all'interno dei BRICS, le opportunità commerciali, le esportazioni agricole, la diffusione mediatica e l'impegno politico con gruppi simpatizzanti.
Pur cercando di presentare come perdite temporanee i contraccolpi in Siria, Venezuela e potenzialmente Cuba, una grande vittoria in Ucraina potrebbe permettere alla Russia di sostenere di aver resistito con successo alla pressione occidentale e di aver preservato la sua posizione come potenza globale di rilievo.
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