Mohammed Dahlan, l'ex capo della sicurezza di Fatah in esilio a Gaza, è emerso come un intermediario di rilievo negli sforzi sostenuti dagli Stati Uniti per negoziare il disarmo di Hamas e determinare come potrebbe essere governata la Striscia dopo la guerra.
Dahlan ha utilizzato i suoi legami di lunga data con gli Emirati Arabi Uniti, l'Egitto, gli Stati Uniti e funzionari israeliani per stabilire canali con Hamas e altre fazioni palestinesi. Recenti reportage lo hanno collocato direttamente in contatti che coinvolgono Jared Kushner, consigliere senior del presidente USA Donald Trump, e funzionari di Hamas.
Il suo ruolo è diventato particolarmente visibile tra fine luglio e agosto. Secondo un reportage di Le Monde, Dahlan ha ricevuto una delegazione di Hamas ad Abu Dhabi prima di recarsi a New Alamein in Egitto, dove ha incontrato il capo dei servizi segreti egiziani Hassan Rashad e successivamente ha agito da intermediario tra le fazioni palestinesi e gli inviati statunitensi.
Un altro rapporto pubblicato il 19 agosto ha riferito che Dahlan ha incontrato a Il Cairo il dirigente di Hamas Khalil al-Hayya mentre le fazioni palestinesi discutevano possibili alleanze politiche in vista delle elezioni legislative previste per novembre. Il rapporto ha indicato che le discussioni coinvolgevano anche Jared Kushner.
Dahlan ha inoltre riconosciuto pubblicamente i contatti con Kushner. Il 1° agosto ha dichiarato che Kushner gli aveva detto di lavorare con la parte israeliana per fermare gli attacchi su Gaza. Dahlan ha poi modificato la formulazione del suo post, mentre gli attacchi israeliani sono proseguiti. Reuters ha riferito che sono stati contattati funzionari statunitensi per un commento e che non c'è stata una risposta immediata da parte israeliana.
I contatti sono collegati a una tabella di marcia sostenuta dagli USA che prevede che Hamas rinunci alle armi e che un nuovo organismo palestinese assuma la responsabilità di Gaza. Hamas ha dichiarato di essere pronta a mostrare flessibilità ma ha subordinato la consegna delle armi alla fine delle operazioni militari israeliane e al ritiro israeliano. Israele, nel frattempo, ha insistito che Hamas deve disarmarsi prima che possa avvenire un ritiro.
Le Monde ha riportato che gli Emirati Arabi Uniti si sono impegnati ad aiutare a saldare circa 400 milioni di dollari di debiti accumulati dall'amministrazione di Gaza con appaltatori privati e a compensare i dipendenti civili legati a Hamas che potrebbero perdere il posto durante una transizione politica. Il rapporto ha inoltre indicato che Abu Dhabi stima il suo aiuto a Gaza dal 2023 in circa 2 miliardi di dollari.
L'influenza di Dahlan non è nuova. Nato a Khan Younis, è diventato una figura di spicco di Fatah dopo il periodo di Oslo e ha guidato il Servizio di Sicurezza Preventiva palestinese a Gaza. Successivamente ha ricoperto il ruolo di ministro degli affari di sicurezza ed è stato eletto al Consiglio Legislativo Palestinese nel 2006.
Il suo rapporto con Hamas è stato un tempo caratterizzato da aperta conflittualità. Le sue forze di sicurezza arrestarono numerosi membri di Hamas negli anni '90, mentre i due movimenti si scontrarono per il controllo di Gaza. Le forze di Hamas cacciarono la leadership di sicurezza di Fatah dalla Striscia nel 2007, costringendo Dahlan a lasciare il territorio. Successivamente ebbe un dissidio con il presidente dell'Autorità Palestinese Mahmoud Abbas e si trasferì negli Emirati Arabi Uniti.
Da Abu Dhabi, Dahlan ha sviluppato stretti legami con la leadership emiratina ed è stato coinvolto in iniziative riguardanti Gaza, inclusi aiuti umanitari e riconciliazione palestinese. Reuters ha riferito nel 2017 che Dahlan aveva contribuito a garantire centinaia di milioni di dollari in aiuti e aveva svolto un ruolo dietro le quinte negli sforzi per migliorare le relazioni tra Hamas ed Egitto.
Il suo ruolo crescente rimane controverso. Dahlan è stato promosso da alcuni attori regionali e internazionali come possibile figura in un futuro accordo su Gaza, mentre i critici ne mettono in dubbio la legittimità tra i palestinesi e sottolineano la sua storia di conflitti con Hamas e la sua lunga assenza dai territori palestinesi. Un recente rapporto di New Lines lo ha descritto come un importante mediatore con accesso a funzionari di alto livello emiratini, statunitensi e israeliani, citando un analista israeliano che ha sostenuto che un ritorno a Gaza guidato da Dahlan non rispecchierebbe le preferenze palestinesi.
Per ora, Dahlan non è il leader formale di alcuna amministrazione proposta per Gaza. La sua influenza si basa invece sulla capacità di comunicare con attori che raramente condividono gli stessi canali: Hamas, Egitto, Emirati Arabi Uniti, funzionari statunitensi e figure in Israele.
Gli ultimi rapporti indicano che sta anche cercando di tradurre questo accesso diplomatico in influenza politica, inclusi contatti con fazioni palestinesi in vista delle elezioni previste per novembre. Tuttavia, l'entità di un eventuale ruolo di Dahlan a Gaza rimane ancora da definire.
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