Le trattative al Cairo tra Hamas e i mediatori provenienti da Egitto, Qatar e Turchia hanno fatto progressi negli ultimi giorni, con segnali che le parti si stanno avvicinando a un'intesa sulle armi detenute dalle fazioni palestinesi a Gaza.

Le discussioni si concentrano su una proposta presentata da Nikolay Mladenov, l'ex coordinatore speciale delle Nazioni Unite per il processo di pace in Medio Oriente, riguardante la seconda fase dell'accordo di cessate il fuoco tra Israele e Hamas.

Secondo i rapporti, i negoziatori hanno raggiunto un ampio accordo sulla formulazione di un meccanismo per la gestione delle armi delle fazioni. La proposta non richiederebbe ad Hamas o ad altri gruppi armati a Gaza di consegnare le loro armi. Invece, la responsabilità della loro supervisione verrebbe trasferita alle forze di sicurezza palestinesi collegate al Comitato Nazionale per l'Amministrazione di Gaza.

Il comitato tecnocratico amministrerebbe il territorio durante il periodo di transizione. Le disposizioni proposte includono anche l'ingresso del comitato a Gaza e il dispiegamento di forze internazionali per assistere nelle misure di sicurezza e amministrative.

Hamas aveva precedentemente respinto una formula di disarmo proposta in precedenza da Mladenov, considerandola una delle principali questioni irrisolte nelle trattative.

I colloqui fanno parte del piano statunitense per Gaza post-bellica, che include un aumento dell'assistenza umanitaria, l'istituzione di un'amministrazione civile palestinese, la rinuncia di Hamas alle armi e il ritiro delle forze israeliane. Tuttavia, il piano ha incontrato diversi ostacoli dall'accordo di cessate il fuoco di ottobre 2025.

Preoccupazioni su una forza internazionale

L'apparato di sicurezza israeliano ha avvertito che il dispiegamento di una forza internazionale di stabilizzazione a Gaza potrebbe limitare la libertà d'azione dell'esercito israeliano e offrire ad Hamas un'opportunità per ricostruire le proprie capacità.

L'avvertimento è seguito all'approvazione da parte del gabinetto di sicurezza israeliano dell'immunità legale per la forza prima del suo previsto dispiegamento in aree designate di Gaza.

Funzionari politici e di sicurezza israeliani affermano che gli Stati Uniti stanno spingendo Israele a procedere con la ricostruzione di Gaza prima che il disarmo sia completato e che Hamas venga completamente privato delle sue capacità militari.

Le agenzie di sicurezza israeliane sostengono che il dispiegamento della forza internazionale in questa fase potrebbe limitare la capacità militare di operare contro le fazioni armate. Altri funzionari mantengono che qualsiasi futuro accordo internazionale debba includere meccanismi di monitoraggio rigorosi.

Si stima che Israele controlli circa il 64% della Striscia di Gaza, mentre la maggior parte della sua popolazione di quasi due milioni di persone rimane concentrata in una stretta area costiera, vivendo in tende temporanee o in edifici danneggiati dalla guerra.

Il conflitto, iniziato nell'ottobre 2023, ha causato distruzioni diffuse e ha ucciso più di 72.000 palestinesi, la maggior parte civili, secondo le autorità sanitarie di Gaza.