La divisione legale militare di Israele ha nuovamente posticipato la pubblicazione delle sue decisioni sulle indagini relative a presunti crimini di guerra commessi dalle forze israeliane a Gaza, in un contesto di indicazioni di pressioni provenienti dall’esterno dell’apparato legale dell’esercito.
Le decisioni rinviate avrebbero dovuto riguardare diversi attacchi di grande rilievo in cui sono stati uccisi civili palestinesi e operatori umanitari, incluso il raid di aprile 2024 che ha causato la morte di sette dipendenti di World Central Kitchen e l’uccisione di operatori del Croce Rossa Palestinese e di altri soccorritori a Rafah nel marzo 2025.
Le sentenze sarebbero le prime decisioni relative a Gaza annunciate pubblicamente dal Procuratore Militare Generale Magg. Gen. Itay Offir da quando ha assunto l’incarico nel novembre 2025.
La fonte dell’ultimo rinvio rimane poco chiara. Tuttavia, The Jerusalem Post ha riportato che sembrerebbe derivare da pressioni originate al di fuori della divisione legale militare e possibilmente anche al di fuori dell’esercito stesso.
Il Ministero della Giustizia israeliano avrebbe sostenuto la pubblicazione dei risultati secondo il calendario originario. Il Ministero degli Esteri non ha negato di aver cercato un rinvio ma ha anche rifiutato di confermare un suo intervento.
L’ufficio di Netanyahu nega responsabilità
L’ufficio del Primo Ministro Benjamin Netanyahu ha negato ogni responsabilità per il rinvio della pubblicazione.
Il quotidiano ha tuttavia osservato che Netanyahu e il Ministro degli Esteri Gideon Sa’ar hanno generalmente adottato un approccio conflittuale verso le accuse di crimini di guerra israeliani davanti alla Corte Penale Internazionale, alla Corte Internazionale di Giustizia e ad altri organismi internazionali.
Prima del 7 ottobre 2023, la politica israeliana sarebbe stata quella di condividere i risultati delle indagini militari con le parti interessate nel modo più rapido ed esteso possibile. L’accesso alle informazioni su tali indagini è diventato progressivamente più limitato durante la guerra su Gaza.
Alti funzionari legali israeliani hanno espresso preoccupazione che le informazioni rilasciate dall’esercito possano in seguito essere usate contro Israele in procedimenti internazionali per crimini di guerra.
L’esercito israeliano ha emesso solo due brevi aggiornamenti sulle sue indagini nel corso del 2024, con l’ultimo pubblicato nell’agosto di quell’anno. I funzionari militari hanno ripetutamente suggerito che le decisioni nei casi principali fossero imminenti, ma non sono stati resi noti risultati completi.
La sostituzione del precedente capo dell’esercito Herzi Halevi con Eyal Zamir avrebbe contribuito a un rinvio, seguito da ulteriori ritardi ritenuti dovuti a pressioni esterne all’esercito.
Turbamenti nella leadership legale
Un altro rinvio è seguito alle dimissioni dell’ex Procuratore Militare Generale Yifat Tomer-Yerushalmi nell’ottobre 2025.
Tomer-Yerushalmi si è dimessa insieme a diversi collaboratori senior dopo aver ammesso di aver diffuso illegalmente prove video connesse al presunto abuso di un detenuto palestinese presso la struttura di detenzione di Sde Teiman.
Dopo averle fatto seguito, Offir ha richiesto ulteriore tempo per riesaminare le indagini e approvare il materiale per la pubblicazione.
Alcune fonti israeliane ora sperano che le decisioni vengano pubblicate prima delle elezioni israeliane previste per il 27 ottobre, avvertendo che considerazioni elettorali potrebbero causare un ulteriore rinvio.
Offir si astiene dal caso World Central Kitchen
Offir non prenderà la decisione finale nell’indagine su World Central Kitchen.
Durante il suo incarico come consulente legale del Ministero della Difesa israeliano, ha lavorato a stretto contatto con il Col. Nochi Mendel, uno dei comandanti senior esaminati in relazione all’attacco. Sebbene il rapporto non richiedesse legalmente la sua astensione, Offir si sarebbe ritirato per evitare dubbi sulla sua obiettività o percezioni di favoritismo.
La decisione sarà invece emessa dal Procuratore Militare Capo Col. Eli Levertov, che ha assunto la carica nell’agosto 2025.
Nel caso del Croce Rossa Palestinese e in altre indagini, Offir dovrebbe valutare le azioni dei soldati nel contesto più ampio della guerra, come descritto dal rapporto.
Il quotidiano ha affermato che questo approccio imporrebbe un alto onere probatorio per dimostrare che i soldati israeliani abbiano deliberatamente ucciso civili palestinesi, piuttosto che attribuire le loro morti a errori o alle condizioni del combattimento.
Nonostante questa soglia, rimangono possibili incriminazioni o misure disciplinari in alcuni casi. Questi includerebbero, secondo quanto riferito, il pestaggio filmato di un palestinese disarmato a febbraio e l’uccisione di un neonato palestinese all’interno di un veicolo all’inizio di questo mese.
Altri cinque casi o più, riguardanti presunti assalti da parte di soldati israeliani contro palestinesi nella Cisgiordania occupata, sarebbero anch’essi oggetto di indagine o procedimento penale.
I risultati potrebbero infine essere comunicati privatamente a istituzioni internazionali piuttosto che resi pubblici, permettendo a Israele di sostenere di indagare e perseguire il proprio personale senza attirare un’ampia attenzione mediatica.
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