Faten Harb, membro del Consiglio Comunale di Deir al-Balah, ha dichiarato che la guerra sulla Striscia di Gaza non ha risparmiato né persone né luoghi, lasciando gravi conseguenze in tutti i segmenti della società, con le donne che ne hanno subito l'impatto maggiore.

In una dichiarazione esclusiva a Maan, Harb ha affermato che le donne a Gaza hanno sopportato sofferenze significative, portando il dolore degli sfollamenti ripetuti e della mancanza di una casa in rifugi e tende, oltre alla mancanza di privacy, alle lunghe code per l'acqua e alla dipendenza dalle mense comuni.

Harb, che è laureata in educazione e ha un master in leadership e management, ha descritto la guerra come “senza coscienza”, affermando che le donne rappresentano il 60%-70% di coloro che sono stati colpiti dalla guerra israeliana, con violazioni che si estendono a ogni aspetto della loro privacy. Ha aggiunto: “Chiediamo una vita dignitosa per le donne anche prima della guerra del 2023.”

Harb ha detto che le violazioni durante la guerra hanno interessato tutti gli aspetti della vita in un contesto di distruzione del sistema giudiziario, poiché edifici e istituzioni giudiziarie sono stati danneggiati, rendendo difficile risolvere le controversie familiari e comunitarie.

Ha aggiunto che i casi delle donne sono in aumento, descrivendoli come questioni qualitative più che quantitative. Ha sottolineato la necessità di un intervento da parte di mediatori comunitari e leader femminili per affrontare le preoccupazioni delle donne, in particolare i problemi familiari derivanti dagli sfollamenti ripetuti, dalle risorse limitate e dalle difficoltà di accesso agli aiuti, soprattutto in assenza di un sostegno come un padre, un marito o un figlio.

Harb ha spiegato che le donne avevano un ruolo importante nella società prima della guerra, ma le loro responsabilità sono diventate molto più pesanti durante il conflitto, soprattutto a seguito dell'assenza delle istituzioni governative e giudiziarie. Ha osservato che le leader femminili comunitarie svolgono un ruolo significativo nella risoluzione delle controversie sociali e familiari per preservare la stabilità della comunità e la coesione sociale.

Riguardo al suo ruolo, Harb ha detto che la sua presenza è stata una risposta ai bisogni delle donne, data la sua stretta connessione con loro e la sua comprensione dei dettagli delle loro sofferenze. Ha sottolineato che la rappresentanza femminile nei consigli comunali aiuta ad amplificare le loro voci e contribuisce a fornire i servizi di cui hanno bisogno, soprattutto in un contesto di significativo aumento del numero di sfollati.

Ha evidenziato che Deir al-Balah aveva una popolazione di 100.000 persone prima della guerra, mentre ora la città ospita quasi 300.000 persone, la maggior parte delle quali donne, che necessitano di servizi essenziali come acqua, igiene e altri bisogni quotidiani specifici per le donne. Ha sottolineato che “la presenza delle donne nel consiglio comunale è un forte indicatore positivo che ci permette di servire le donne.”

Harb ha anche evidenziato le grandi sfide che le donne hanno affrontato nello svolgimento dei loro compiti, tra cui le difficoltà di spostamento dovute alla mancanza di trasporti, ai bombardamenti continui e agli atteggiamenti sociali che in passato si opponevano alla presenza delle donne in posizioni politiche.

Harb ha concluso affermando che la presenza di quattro donne nel Consiglio Comunale di Deir al-Balah riflette una crescente consapevolezza sociale sull'importanza della rappresentanza femminile e conferma la loro capacità di partecipare alle decisioni e servire efficacemente la comunità.