Israele ha riconosciuto di trattenere i corpi di palestinesi provenienti dalla Striscia di Gaza per utilizzarli in future negoziazioni riguardanti prigionieri israeliani e persone scomparse, secondo una risposta presentata alla Corte Suprema israeliana e riportata da Haaretz.
L'ammissione è arrivata in risposta a un ricorso presentato dall'organizzazione israeliana per i diritti umani Gisha, che chiede il rilascio del corpo di un fotografo palestinese e padre di quattro figli. Secondo il ricorso, egli è stato detenuto dalle forze israeliane nel dicembre 2023 ed è deceduto un giorno dopo mentre era trattenuto in una struttura di detenzione temporanea vicino al valico di Erez.
Nella sua risposta, le autorità israeliane hanno confermato che la decisione di continuare a trattenere il suo corpo si basa su una politica più ampia di conservazione dei resti di palestinesi provenienti da Gaza per un possibile utilizzo in future negoziazioni relative a prigionieri israeliani e persone scomparse.
Il caso ha riacceso le critiche da parte delle organizzazioni per i diritti umani, che sostengono che trattenere i corpi dalle famiglie violi i principi umanitari e prolunghi la sofferenza dei parenti in attesa della sepoltura.
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