Le Nazioni Unite hanno lanciato l'allarme per una crisi sanitaria in rapido peggioramento a Gaza dopo che sono stati registrati quasi 9.300 casi di varicella tra le persone sfollate in sole due settimane, con oltre la metà dei casi segnalati a Khan Younis.

Secondo l'ONU, l'epidemia è alimentata dal grave sovraffollamento nei rifugi, dal collasso dei servizi idrici e igienico-sanitari e dal caldo estremo estivo. Circa 1,7 milioni di palestinesi sfollati vivono in circa 1.600 siti di accoglienza, mentre i servizi di gestione dei campi raggiungono attualmente solo il 34% di essi.

Le squadre ONU hanno inoltre segnalato la presenza di roditori e parassiti nel 83% dei siti di sfollamento, insieme a rifiuti straripanti, scarichi fognari che perdono e acqua stagnante. Le condizioni in deterioramento stanno aumentando il timore di focolai di malattie più ampi, mettendo a rischio centinaia di migliaia di civili, in particolare bambini.