L'Ufficio Nazionale per la Difesa della Terra e la Resistenza agli Insediamenti ha riferito che le autorità israeliane stanno procedendo con 18 nuove colonie o ampliamenti, tra cui Yahnit vicino a Jenin e Rosh HaAyin Mizrahit a Salfit. Diversi avamposti e fattorie di pascolo stanno venendo legalizzati e integrati nel piano generale degli insediamenti di Israele.
I piani includono una strada coloniale che collega Homesh alla Valle del Giordano, tagliando di fatto Nablus da Jenin. L'insediamento di Sanur è destinato ad espandersi con 126 unità permanenti intorno alla sua storica fortezza. I dati satellitari mostrano un esteso movimento di bulldozer nel blocco Shaked–Reihan a ovest di Jenin, estendendo l'influenza degli insediamenti nelle Aree A e B.
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Il rapporto evidenzia la spinta accelerata di Israele per controllare il Monte Ebal a nord di Nablus, dove i coloni hanno stabilito un nuovo avamposto nel marzo 2026. Case mobili e mezzi pesanti vengono dispiegati in base a una decisione del gabinetto per legalizzare 22 nuovi siti. Israele invoca narrazioni bibliche di un “altare” a Barnat per giustificare la trasformazione dell’area in un sito religioso-turistico ebraico, consolidando il controllo su un’altura strategica.

A Tubas, il progetto “Crimson Thread” sta distruggendo terreni agricoli e reti idriche nella pianura di al-Baqi’a, minacciando 24.000 dunam e i mezzi di sussistenza di centinaia di agricoltori. Haaretz ha rivelato che il piano include una strada militare di 22 km e una barriera, isolando vaste porzioni di terra.
Dal punto di vista finanziario, il Ministro delle Finanze Bezalel Smotrich sta spingendo centinaia di milioni di shekel in nuove assegnazioni per gli insediamenti, inclusi 200 milioni per programmi di “identità ebraica” fino al 2028. Egli chiede apertamente l’annessione della Cisgiordania, lo smantellamento degli accordi di Oslo e l’espansione della presenza ebraica nel Negev e in Galilea. L’ex Primo Ministro Naftali Bennett ha ribadito che l’Area C, che rappresenta il 60% della Cisgiordania, “farà parte di Israele.”
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Le violazioni settimanali sul campo documentate includono demolizioni, confische di terre, attacchi di coloni e distruzione di ulivi in Gerusalemme, Hebron, Betlemme, Ramallah, Nablus e nella Valle del Giordano. Gli incidenti vanno dalle demolizioni di case a Kafr Aqab e Betlemme, agli assalti violenti di coloni a Hebron e Yatta, fino a chiusure di strade e distruzione di colture a Ramallah e Nablus.
Il rapporto conclude che la spinta agli insediamenti di Israele si sta intensificando in vista delle elezioni, con leader di destra che aumentano la retorica e le politiche volte all’annessione permanente della Cisgiordania.