La decisione arriva in un contesto di crescenti avvertimenti sui diritti umani, poiché Abu Safiya è uno di almeno 14 medici di Gaza detenuti nelle prigioni israeliane da oltre un anno senza accuse. Naji Abbas, capo del dipartimento prigionieri e detenuti di Physicians for Human Rights, ha dichiarato che la corte ha affermato di basare la sua sentenza su “materiali segreti” inaccessibili ad Abu Safiya o al suo team di difesa. Il portavoce della corte ha rifiutato di commentare. Abbas ha criticato il meccanismo legale, affermando: “Il messaggio è chiaro: un medico può essere privato della libertà indefinitamente senza accuse e senza che le autorità presentino prove in udienza pubblica.”

Gli avvocati della difesa e i gruppi per i diritti umani chiedono il suo immediato rilascio, denunciando che subisce aggressioni in prigione e gli viene negato un adeguato cibo. Le autorità carcerarie israeliane negano tali accuse. Physicians for Human Rights ha riferito che Abu Safiya è stato in isolamento per 13 giorni. È comparso tramite collegamento video all’udienza di mercoledì scorso, mostrando una perdita di peso evidente.

L’esercito israeliano sostiene che Abu Safiya sia affiliato ad Hamas, anche se non sono state presentate prove. Il Ministero della Salute di Gaza e Hamas negano categoricamente l’accusa. Abu Safiya è noto per la sua posizione umanitaria, avendo rifiutato di lasciare l’Ospedale Kamal Adwan durante gli ordini di evacuazione israeliani nel 2023, scegliendo invece di rimanere con dozzine di neonati sotto la sua cura durante il genocidio a Gaza.