Il rapporto sostiene che la crisi economica non è un semplice sottoprodotto del conflitto politico o militare, ma un vero e proprio campo di battaglia a sé stante. Proprio come esistono operazioni militari, esistono politiche finanziarie e commerciali che funzionano come strumenti di coercizione.
Si parte dal fatto che l'economia palestinese non è mai stata indipendente da Israele dal 1967. Dopo la guerra di Gaza, la situazione è passata dalla dipendenza a una strozzatura economica diretta.
Radici della Dipendenza
Il rapporto rintraccia la crisi nel controllo israeliano su confini, commercio e risorse sin dal 1967. Il Protocollo di Parigi del 1994 doveva aprire la strada all'indipendenza economica palestinese, ma ha lasciato Israele al controllo di dogane, commercio e valuta. Le banche palestinesi restano legate a quelle israeliane, e lo shekel domina il mercato.
La Guerra di Gaza come Punto di Svolta
Il 7 ottobre 2023 ha segnato una svolta. Le misure israeliane si sono estese oltre l'azione militare a restrizioni economiche. Il Ministro delle Finanze Bezalel Smotrich ha apertamente collegato la pressione economica sull'Autorità Palestinese all'impedimento di uno Stato palestinese futuro.
Vulnerabilità Bancarie
Le banche palestinesi dipendono da banche corrispondenti israeliane per le transazioni globali. Le minacce di revoca delle garanzie legali hanno creato incertezza cronica, minando investimenti e prestiti. Le economie moderne dipendono da fiducia e stabilità, e l'instabilità bancaria si propaga in tutti i settori.

Entrate da Sdoganamento
Israele incassa dazi e tasse sulle importazioni palestinesi e li trasferisce all'Autorità Palestinese. Questi fondi sono la linfa vitale dell'Autorità. Detratti ampliati e sospensioni hanno scatenato crisi finanziarie, influenzando salari, servizi e l'attività economica complessiva.
Crisi dello Shekel
Le banche palestinesi affrontano restrizioni nel rimandare contanti in Israele, portando a miliardi di shekel accumulati in Cisgiordania. Ciò aumenta i costi di stoccaggio e sicurezza e spinge le imprese verso canali informali, dimostrando come problemi tecnici possano paralizzare la vita economica quotidiana.
Restrizioni alla Circolazione
Checkpoints e chiusure dopo la guerra di Gaza hanno frammentato la Cisgiordania in isole economiche isolate. I costi di trasporto sono saliti alle stelle e l'accesso ai mercati è diventato incerto, minando efficienza e crescita.
Lavoratori Palestinesi
Decine di migliaia di palestinesi hanno perso il lavoro in Israele dopo ottobre 2023. Le famiglie hanno perso reddito, e settori israeliani come edilizia e agricoltura hanno subito danni. Questo ha interrotto un flusso vitale di reddito da Israele alla Palestina.

Area C
Oltre la metà della Cisgiordania si trova nell'Area C, ricca di terreni e risorse. Tuttavia, le restrizioni su costruzioni e investimenti bloccano lo sviluppo. La crescita palestinese a lungo termine è impossibile senza accesso all'Area C.
Quadro Generale
Il rapporto descrive un'economia in forte declino, con redditi in calo, disoccupazione in aumento e povertà in espansione. Le famiglie affrontano pressioni crescenti, le imprese operano in ambienti ad alto rischio, i comuni faticano a fornire servizi e l'Autorità Palestinese si trova in una profonda crisi finanziaria.
Raccomandazioni
Il rapporto chiede di riprendere i trasferimenti daziari, stabilizzare i rapporti bancari, allentare le restrizioni alla circolazione e permettere ai lavoratori di rientrare in Israele. Tuttavia, sottolinea che questi passi non risolveranno la dipendenza strutturale. I palestinesi devono ridurre la dipendenza da Israele in commercio, finanza, valuta e riscossione delle entrate, insieme a riforme interne per migliorare la governance.
Conclusione
Il rapporto avverte che la traiettoria attuale significa non solo stagnazione ma un collasso più profondo. Man mano che l'economia palestinese si indebolisce, crescono instabilità sociale e politica. Comprendere l'economia è la chiave per capire il futuro della Cisgiordania e del più ampio conflitto israelo-palestinese.
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