Nazioni Unite lunedì hanno emesso un severo avvertimento a Israele, esortandolo a prendere tutte le misure necessarie per prevenire atti di “genocidio” a Gaza, condannando al contempo quelli che ha descritto come segnali crescenti di “pulizia etnica” sia nella Striscia di Gaza che nella Cisgiordania occupata.
L'avvertimento è giunto in un nuovo rapporto dell'Alto Commissario ONU per i Diritti Umani Volker Türk, che ha descritto le azioni israeliane dall'inizio della guerra il 7 ottobre 2023 come gravi violazioni del diritto internazionale. Il rapporto afferma che alcune pratiche e politiche militari potrebbero configurare crimini di guerra e crimini contro l'umanità.
Türk ha rinnovato l'appello affinché Israele rispetti la sentenza del 2024 emessa dalla Corte Internazionale di Giustizia, che ha ordinato misure volte a prevenire il genocidio a Gaza. Ha sottolineato la necessità che le autorità israeliane garantiscano che le loro forze non commettano atti di genocidio, prevengano l'incitamento a tali crimini e assicurino la responsabilità dei colpevoli.
Il rapporto, che copre il periodo dall'inizio della guerra fino a maggio 2025, ha inoltre condannato gravi violazioni commesse da gruppi armati palestinesi durante gli attacchi del 7 ottobre e la violenza successiva.
Aumento del Bilancio delle Vittime e Crisi Umanitaria
Secondo i dati citati nel rapporto, gli attacchi guidati da Hamas nel 2023 hanno causato la morte di 1.221 persone all'interno di Israele, basandosi su dati ufficiali israeliani. Inoltre, 251 individui sono stati presi in ostaggio e portati a Gaza.
Israele ha risposto con una campagna militare su larga scala in tutta la Striscia di Gaza. Secondo il Ministero della Salute di Gaza, le cui cifre sulle vittime sono considerate credibili dall'ONU, circa 72.769 palestinesi sono stati uccisi dall'inizio della guerra.
Nonostante un accordo di cessate il fuoco mediato dagli Stati Uniti raggiunto lo scorso ottobre, la violenza e le operazioni militari sono continuate in diverse parti del territorio.
Accuse di Abusi Sistematici nelle Strutture di Detenzione Israeliane
In una dichiarazione separata, l'ufficio per i diritti umani dell'ONU ha condannato quella che ha definito una sistematica e disumana detenzione dei prigionieri palestinesi nelle carceri israeliane.
Il portavoce dell'ONU Thameen Al-Kheetan ha dichiarato che i prigionieri palestinesi hanno subito torture, gravi maltrattamenti e violenze sessuali, inclusi abusi di genere. Ha inoltre segnalato casi documentati di stupri di detenuti, compresi minorenni.
L'ONU ha confermato la morte di almeno 90 detenuti palestinesi in custodia israeliana dal 7 ottobre 2023. Una delle vittime, un ragazzo di 17 anni, avrebbe mostrato segni di grave denutrizione prima della morte.
I commenti sono seguiti a un rapporto investigativo pubblicato da The New York Times e scritto dal giornalista Nicholas Kristof, che ha dettagliato accuse di abusi sessuali e stupri commessi contro prigionieri palestinesi da parte di soldati israeliani, coloni e guardie carcerarie.
L'ONU ha descritto la situazione come parte di un più ampio “sistema di detenzione e giustizia difettoso” imposto ai palestinesi, che coinvolge arresti arbitrari e processi ingiusti che violano gli standard internazionali sui diritti umani.
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