La legge è entrata in vigore dopo che il comandante del Comando Centrale israeliano Avi Bluth ha firmato l'emendamento militare necessario. Ciò consente ai tribunali militari in Cisgiordania di emettere condanne a morte senza richiedere l'approvazione unanime o una richiesta da parte dei procuratori, segnando un cambiamento significativo nel quadro penale israeliano.

La legislazione, approvata dalla Knesset a marzo con 62 voti favorevoli, si applica solo ai palestinesi condannati per aver ucciso israeliani. I gruppi per i diritti umani l'hanno condannata come razzisticamente discriminatoria, sottolineando che esclude gli israeliani che uccidono palestinesi. La legge limita inoltre appelli, grazie e commutazioni, imponendo al contempo rigide misure di isolamento.

Funzionari israeliani, incluso il Ministro della Sicurezza Yisrael Katz, hanno sollecitato un'immediata attuazione, dichiarando che "l'era del contenimento è finita." La mossa si allinea a una più ampia spinta governativa per intensificare le misure punitive contro i detenuti palestinesi.

Le organizzazioni per i diritti umani hanno avvertito di gravi conseguenze, citando il peggioramento delle condizioni carcerarie, la negligenza medica e gli abusi che hanno già causato la morte di prigionieri. Oltre 9.500 palestinesi, inclusi bambini e donne, sono attualmente detenuti nelle carceri israeliane.

La legge coincide con un'altra misura che istituisce tribunali militari speciali per processare i combattenti d'élite di Hamas catturati durante l'attacco del 7 ottobre 2023. Gli analisti vedono questi passi come parte della strategia di deterrenza in evoluzione di Israele, che passa dalla detenzione a lungo termine alle esecuzioni, alimentando timori di un'escalation delle tensioni.

Gruppi palestinesi

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inclusa Hamas, hanno condannato la legge come una "pericolosa escalation e una palese violazione del diritto internazionale," esortando a un intervento globale. Gli osservatori avvertono che la politica potrebbe rimodellare la gestione dei casi dei prigionieri e approfondire una delle linee di frattura più sensibili nel conflitto.