Le forze israeliane hanno condotto una serie di raid coordinati in diverse مناطق della Cisgiordania nella prima mattinata di lunedì, prendendo di mira aree tra cui Kafr Aqab, il campo profughi di Qalandiya, Tulkarm, Nablus e Al-Ram. Le operazioni hanno comportato detenzioni di massa, perquisizioni domiciliari e l'evacuazione forzata di edifici residenziali, alcuni dei quali sono stati trasformati in posizioni militari.

Nel campo di Qalandiya, circa 30 civili sono stati detenuti, mentre un edificio residenziale è stato occupato e trasformato in un avamposto militare. Ulteriori rinforzi sono stati dispiegati in tutta l'area. Schemi simili sono stati segnalati a Tulkarm e Nablus, dove le case sono state perquisite, danneggiate e i residenti arrestati durante i raid.

Nel frattempo, le terre agricole hanno continuato a subire danni, con ulivi sradicati per il secondo giorno consecutivo vicino al villaggio di Burqa. Le restrizioni alla circolazione sono state inoltre intensificate, in particolare ad Al-Ram, dove gli ingressi alla città sono stati completamente chiusi.

Parallelamente alle operazioni militari, la violenza dei coloni è aumentata, con segnalazioni di spari diretti contro civili in aree a est di Beit Sahour, oltre a incursioni ripetute nelle comunità nella valle centrale del Giordano.

Questi sviluppi si inseriscono in un più ampio aumento della violenza in tutta la Cisgiordania dall'7 ottobre 2023, con oltre 1.150 palestinesi segnalati uccisi e decine di migliaia sfollati a causa delle operazioni militari in corso e delle attività legate agli insediamenti.