In una delle storie più strazianti emerse da Gaza, il dottor Mohammad Taher racconta un momento che cattura la realtà che i bambini hanno affrontato sotto il bombardamento costante.

All'inizio del 2024, durante un'intensa escalation militare a Deir al-Balah, nel centro di Gaza, una bambina di 9 anni è stata portata in ospedale dopo che un bombardamento aereo le aveva amputato una mano.

Non si trattava solo di un caso medico, ma di una tragedia umana.

Tra il dolore, la bambina chiese se fosse possibile riportarle la mano.

In quel momento, il medico chiese alla sua famiglia di provare a recuperare l'arto reciso, nonostante il pericolo di tornare in un'area recentemente bombardata e ancora sepolta sotto le macerie.

Il padre tornò indietro.

Dopo aver cercato nel sito distrutto, la mano fu trovata dopo essere rimasta sotto le macerie per diversi giorni e fu portata in ospedale.

Quello che seguì fu una delle procedure chirurgiche più complesse immaginabili, eseguita in condizioni estreme, tra blackout, mancanza di attrezzature e una pressione schiacciante sulle squadre mediche.

Contro ogni previsione, l'operazione ebbe successo.

Questa storia non è un caso isolato. È una delle centinaia gestite dai medici a Gaza dal 7 ottobre 2023, poiché la guerra ha lasciato migliaia di feriti, molti dei quali bambini.

Durante il suo periodo a Gaza, durato più di sei mesi, il dottor Mohammad Taher ha eseguito centinaia di interventi chirurgici nelle condizioni più difficili al mondo.

Ora, nell'aprile 2026, questa storia continua a risuonare, non solo perché è potente, ma per le domande che lascia aperte.

Come fa una bambina a chiedere la sua stessa mano?
E come è costretto un padre a cercarla sotto le macerie?