In una netta escalation, le forze israeliane hanno compiuto un attacco mortale a est del campo profughi di Al-Maghazi, nella parte centrale di Gaza, a seguito del fallimento delle milizie affiliate nell'avanzare nell'area.
I rapporti dal campo indicano che le milizie hanno tentato di irrompere nelle abitazioni e di detenere civili all'interno di una scuola che ospitava famiglie sfollate, aprendo un fuoco pesante durante l'operazione. I residenti, insieme ai combattenti della resistenza palestinese, li hanno affrontati, portando a scontri intensi che hanno fermato l'incursione.
Quando le milizie non sono riuscite a progredire, le forze israeliane sono intervenute direttamente. Droni e veicoli militari hanno lanciato attacchi e aperto il fuoco in tutta l'area, prendendo di mira chiunque si muovesse, in quello che i testimoni descrivono come attacchi indiscriminati contro i civili.
L'assalto si è rapidamente trasformato in un massacro. I rapporti iniziali confermano più di 10 persone uccise, mentre i testimoni oculari suggeriscono che il bilancio possa superare le 20 vittime. Decine sono rimaste ferite, tra cui donne e bambini, con molti in condizioni critiche mentre le vittime continuano ad arrivare negli ospedali.
I testimoni hanno anche riferito che un missile lanciato da un drone ha colpito durante i tentativi di evacuare i feriti, aumentando ulteriormente il numero delle vittime.
Gli scontri sono ancora in corso, con l'area sotto forte tensione e il timore che il bilancio delle vittime continui a salire.
Quanto accaduto nell'area orientale di Al-Maghazi riflette una grave escalation, in cui i civili sono stati colpiti da fuoco diretto dopo il crollo dell'operazione iniziale di terra.
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