Il più alto ufficiale militare americano ha esortato privatamente i funzionari senior dell’amministrazione Trump a trovare una via d’uscita dalla guerra con l’Iran, avvertendo che un’ulteriore escalation potrebbe ritorcersi contro, secondo un rapporto della CNN basato su fonti anonime.

Il generale Dan Caine, presidente del Joint Chiefs of Staff, ritiene probabilmente che i soli attacchi aerei difficilmente raggiungeranno gli obiettivi dichiarati dal presidente Donald Trump o costringeranno Teheran ad accettare un accordo alle condizioni di Washington.

“Caine sta cercando una via d’uscita,” ha detto alla CNN una fonte a conoscenza delle discussioni.

Il racconto non è stato verificato in modo indipendente. L’ufficio di Caine non ha confermato che egli abbia sostenuto la fine del conflitto, iniziato con attacchi statunitensi e israeliani all’Iran il 28 febbraio.

La CNN ha riferito che Caine ha discusso i limiti e i rischi di ulteriori azioni militari con il vicepresidente JD Vance, il segretario di Stato Marco Rubio e il direttore della CIA John Ratcliffe.

Il generale avrebbe tenuto incontri separati con funzionari senior per migliorare il coordinamento prima delle discussioni con Trump e per illustrare le probabili conseguenze delle opzioni militari disponibili, comprese quelle che non coinvolgerebbero forze di terra americane.

Caine ha detto pubblicamente ai legislatori a luglio che “il potere aereo ha i suoi limiti”, anche se il suo ruolo richiede di preparare e presentare opzioni militari piuttosto che decidere la politica statunitense. La decisione finale spetta a Trump.

Joseph Holstead, portavoce di Caine, ha dichiarato che l’ufficio del presidente non discute le sue conversazioni riservate con il presidente o altri funzionari senior.

Ha inoltre respinto quelle che ha definito “caratterizzazioni anonime e guidate da un’agenda” da parte di persone non presenti alle discussioni.

Un funzionario della Casa Bianca ha definito Caine una “risorsa incredibile” per il team di sicurezza nazionale di Trump e ha detto che fornisce regolarmente al presidente informazioni accurate e una gamma di opzioni. Il funzionario non ha contestato direttamente il racconto centrale della CNN.

Il rapporto ha riferito che Caine e altri funzionari avevano sollevato preoccupazioni riguardo a una proposta per attacchi più intensivi a fine luglio. Trump inizialmente sembrava pronto ad approvare una grande operazione ma alla fine si è trattenuto dopo che i governi del Golfo avevano avvertito che l’Iran potrebbe reagire contro le infrastrutture energetiche regionali, secondo la CNN.

Gli attacchi pianificati non sono stati esclusi definitivamente, ha riportato la rete.

Le preoccupazioni per le scorte in diminuzione di alcune munizioni americane hanno ulteriormente ristretto le scelte di Washington. Reuters ha riferito che i comandanti statunitensi hanno avvisato Trump a luglio che le scorte di alcune armi stavano diminuendo dopo mesi di operazioni.

I funzionari del Golfo hanno anche messo in dubbio se sarebbero stati disponibili sistemi avanzati di difesa aerea americani sufficienti a proteggere il loro territorio da una risposta iraniana importante, secondo la CNN.

Trump si è ripetutamente opposto a un’invasione di terra, sostenendo invece che un bombardamento sostenuto potrebbe mettere pressione su Teheran per accettare le sue richieste. Nessun alto funzionario dell’amministrazione sostiene pubblicamente il dispiegamento di forze di terra.

La CNN ha riferito che i funzionari stavano considerando un esito che Trump potesse presentare come almeno una vittoria simbolica senza ostacolare un accordo diplomatico. Gli sforzi per ripristinare la navigazione commerciale attraverso lo Stretto di Hormuz sono emersi come la via più immediata verso una de-escalation.

Un funzionario statunitense ha detto a Reuters il 7 agosto che Iran e Oman stavano facendo progressi verso un accordo e che Washington si aspettava un’intesa a breve. Il funzionario ha detto che gli Stati Uniti avrebbero revocato il blocco dei porti iraniani una volta che la navigazione commerciale attraverso lo stretto fosse ripresa senza impedimenti.

Iran e Oman hanno concordato le coordinate di una rotta di navigazione proposta, ma restano questioni aperte sull’autorità di Teheran di ispezionare le navi, sulla sua richiesta di tariffe di transito e sugli accordi per le navi legate a paesi che considera ostili.

Non era stato annunciato alcun accordo finale su Hormuz né una tregua più ampia entro sabato, e la possibilità di ulteriori attacchi statunitensi rimaneva aperta.