Secondo rapporti locali, le forze israeliane hanno incendiato diverse abitazioni nella città di Beit Yahoun nel distretto di Bint Jbeil lunedì e hanno effettuato un'operazione di demolizione nella città di Markaba nel distretto di Marjeyoun nel sud del Libano.
Gli sviluppi nel sud del Libano restano al centro dell'attenzione mentre entrambe le parti affrontano una prova critica. Le autorità libanesi stanno supervisionando l'attuazione delle zone pilota, a partire dalla città di Zawtar Al-Gharbiyah, mentre la disponibilità di Israele a effettuare un ritiro graduale resta sotto scrutinio. Funzionari politici e militari libanesi hanno espresso preoccupazione per l'intenzione di Israele di mantenere una presenza a lungo termine nelle aree occupate del sud del Libano nonostante l'accordo quadro. La questione dovrebbe essere discussa durante i negoziati previsti a Roma la prossima settimana.
Il presidente del Parlamento libanese Nabih Berri ha dichiarato di non essere ottimista riguardo al raggiungimento di risultati positivi, sostenendo che gli sviluppi nelle zone pilota confermano le preoccupazioni del Libano. Ha sottolineato che l'unica via accettabile è l'attuazione completa del cessate il fuoco e un ritiro totale israeliano dal territorio libanese.
Fonti governative hanno detto ai media locali che il Libano considera improbabile una nuova guerra, citando la pressione delle principali potenze internazionali, inclusi gli Stati Uniti, per prevenire un'ulteriore escalation. Tuttavia, i funzionari restano preoccupati che Israele possa non rispettare i suoi impegni. Hanno aggiunto che le priorità attuali del Libano sono garantire un ritiro israeliano completo e mantenere il territorio libanese fuori da qualsiasi potenziale confronto tra Stati Uniti e Iran.
Un membro del blocco parlamentare di Hezbollah, Ali Fayyad, ha detto che i disaccordi tra Hezbollah e il governo libanese sono diventati "profondi e acuti", estendendosi oltre le differenze politiche a disaccordi sull'identità del Libano, le scelte strategiche e l'equilibrio interno. Ha sostenuto che i negoziati del governo con Israele sono andati oltre le aspettative e ha criticato la gestione dei colloqui.
Aoun chiede un'azione internazionale

Il presidente libanese Joseph Aoun ha riaffermato che il Libano rimane impegnato nell'attuazione dell'accordo quadro raggiunto attraverso i negoziati a Washington, ma ha avvertito che le azioni israeliane ne minacciano l'efficacia.
Durante un incontro con l'Alto Commissario ONU per i Diritti Umani Volker Türk al Palazzo di Baabda, Aoun ha detto che la continua distruzione da parte di Israele di case e villaggi nelle aree occupate del sud del Libano costituisce "una violazione diretta dei diritti umani e una chiara violazione del diritto internazionale", chiedendo un'azione internazionale per fermare quella che ha definito una campagna distruttiva.
Ha inoltre accusato Israele di prendere di mira siti religiosi e culturali, affermando che tali luoghi sono di natura civile e non utilizzati per scopi militari. Aoun ha aggiunto che il conflitto ha ritardato ulteriori riforme interne, pur sottolineando che il governo libanese rimane impegnato nell'attuazione di ulteriori riforme.
Secondo la presidenza libanese, Türk ha riaffermato il monitoraggio attento delle Nazioni Unite sugli sviluppi in Libano, comprese le continue azioni militari israeliane dal 2 marzo, e ha detto che l'Ufficio dell'Alto Commissario sta preparando un rapporto dettagliato che documenta presunte violazioni dei diritti umani continuando a sostenere il Libano attraverso sforzi di assistenza internazionale.
Il Primo Ministro Nawaf Salam ha inoltre incontrato Türk e la sua delegazione, esprimendo sostegno al lavoro degli esperti ONU nel documentare potenziali violazioni del diritto umanitario internazionale dall'ottobre 2023, inclusa la raccolta di prove relative a possibili crimini di guerra.
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