Il presidente statunitense Donald Trump ha promesso un sostanziale aiuto al Libano e ha dichiarato che Washington ha piani concreti per rafforzare il suo esercito durante il suo primo incontro alla Casa Bianca con il presidente libanese Joseph Aoun.
I colloqui di martedì hanno segnato il primo incontro tra i due leader e la prima visita di un presidente libanese a Washington dal 2009.
Trump ha riconosciuto la lunga storia di guerra, esplosioni e instabilità politica del Libano, affermando che gli Stati Uniti avrebbero aiutato ad affrontare le sfide del paese e a garantirne il rispetto che merita.
“Lo aiuteremo, e lo aiuteremo molto,” ha detto Trump accanto ad Aoun.
Sostegno all’Esercito Libanese
L’assistenza alle Forze Armate Libanesi è stata un punto centrale dell’incontro. Trump ha detto che gli Stati Uniti hanno sviluppato piani specifici con partner internazionali per aiutare l’esercito a prendere il controllo delle aree lasciate libere dalle forze israeliane.
Aoun ha descritto l’esercito come la spina dorsale della sicurezza e stabilità del Libano, sostenendo che rimane l’istituzione più affidabile del paese. Ha richiesto ulteriore supporto politico, militare e logistico americano per attuare i nuovi accordi di sicurezza.
Gli Stati Uniti hanno fornito all’esercito libanese oltre 3 miliardi di dollari in assistenza alla sicurezza dal 2006.
Beirut spera di assicurarsi un nuovo pacchetto di aiuti che coinvolga gli Stati Uniti, i governi arabi e i partner europei. L’assistenza proposta potrebbe includere equipaggiamento militare, investimenti economici e supporto alla ricostruzione.
Nessuna Tempistica per il Ritiro Israeliano
Aoun ha descritto l’accordo quadro con Israele come un risultato storico e ha detto che il suo scopo finale dovrebbe essere porre fine allo stato di ostilità tra i due paesi.
Tuttavia, Trump non ha fornito una tempistica per il ritiro completo delle forze israeliane dal territorio libanese. Ha invece fatto riferimento a un “ridispiegamento” in corso e ha elogiato l’accordo tra Libano e Israele.
Il quadro, raggiunto con mediazione statunitense il 26 giugno, prevede un graduale ritiro israeliano accompagnato dal dispiegamento dell’esercito libanese.
La sua prima fase copre i villaggi meridionali di Froun, Srifa e Zawtar al-Gharbiya. Se avrà successo, il modello potrebbe essere esteso ad altre aree attraverso un processo graduale.
Secondo l’accordo, le forze libanesi entrerebbero nelle località evacuate, smantellerebbero infrastrutture militari non autorizzate e impedirebbero a Hezbollah di ristabilire una presenza armata.
Trump ha detto che la sua amministrazione esaminerà un incidente in cui le forze israeliane avrebbero sparato vicino a truppe libanesi che tentavano di dispiegarsi in una delle aree designate.
Le Armi di Hezbollah
Il futuro dell’arsenale di Hezbollah rimane una delle questioni più delicate legate all’accordo.
Il Libano sostiene che lo smantellamento non può essere imposto con la forza senza rischiare un conflitto interno. L’approccio di Aoun collega la graduale concentrazione delle armi sotto l’autorità statale al ritiro israeliano e alla fine degli attacchi sul territorio libanese.
Hezbollah e i suoi alleati hanno respinto il quadro, sostenendo che le discussioni sulle armi del gruppo non possono iniziare prima che Israele si ritiri completamente e cessi i suoi attacchi sul Libano.
Trump ha detto di essere aperto a parlare con Hezbollah e ha suggerito che la Siria potrebbe potenzialmente contribuire agli sforzi per affrontare le armi del gruppo.
Il presidente statunitense ha elogiato il presidente siriano Ahmed al-Sharaa e ha detto che Damasco potrebbe svolgere un ruolo efficace. Aoun, tuttavia, ha insistito che solo l’esercito libanese dovrebbe essere responsabile dell’attuazione delle disposizioni di sicurezza e dell’estensione dell’autorità statale.
Opposizione Interna
Aoun ha anche affrontato le notizie secondo cui il presidente del Parlamento libanese Nabih Berri si oppone all’accordo e teme che possa creare conflitti interni.
Il presidente libanese ha detto che il quadro non richiede la ratifica parlamentare perché la costituzione conferisce alla presidenza l’autorità di concludere tali accordi.
Ha difeso Berri come uno statista che sostiene la fine del conflitto ma deve gestire la sua posizione di politico sciita di primo piano con stretti legami con Hezbollah.
Trump ha detto di credere che Berri alla fine sosterrà il processo se l’accordo produrrà progressi visibili.
Ripresa Economica
L’incontro ha inoltre trattato assistenza economica, ricostruzione e la possibile ripresa dei voli diretti tra Libano e Stati Uniti.
Beirut desidera che i progressi di sicurezza nel sud del Libano siano accompagnati da investimenti in energia, tecnologia, telecomunicazioni e trasporti. I funzionari libanesi sostengono che rafforzare l’autorità statale richiede opportunità economiche oltre a misure militari.
Trump ha elogiato gli Accordi di Abramo e ha previsto che altri paesi si uniranno a essi, ma non ha pubblicamente richiesto che il Libano normalizzi immediatamente le relazioni con Israele.
L’incontro si è concluso con un chiaro impegno americano ad assistere il Libano e rafforzare il suo esercito. Tuttavia, non sono stati annunciati né il valore dell’assistenza promessa né una tempistica per il ritiro completo di Israele.
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