Il presidente egiziano Abdel Fattah el-Sisi ha inaugurato il nuovo Quartier Generale del Comando Strategico del paese, noto come "Ottagono," un enorme complesso militare che ha attirato ampia attenzione sia a livello nazionale che internazionale. Il progetto è stato seguito da vicino dai media israeliani, dove gli analisti affermano che riflette l'investimento continuo dell'Egitto nella modernizzazione delle sue forze armate.

El-Sisi è apparso in uniforme militare durante la cerimonia di inaugurazione per la prima volta da anni, una mossa che molti hanno interpretato come una dimostrazione simbolica di forza in mezzo a crescenti tensioni regionali. Mentre i sostenitori hanno descritto il progetto come un aggiornamento necessario all'infrastruttura militare egiziana, i critici hanno messo in dubbio il tempismo, dato che il paese continua ad affrontare sfide economiche.

Secondo il quotidiano israeliano The Jerusalem Post, l'analista israeliano Eli Dekel ha descritto le relazioni tra Egitto e Israele come più vicine a una "pace fredda" che a una partnership completamente normalizzata. Ha sostenuto che le tensioni sono aumentate dalla guerra a Gaza e si sono intensificate ulteriormente dopo il recente conflitto che ha coinvolto l'Iran.

L'Ottagono si estende su circa 22.000 feddan (92 chilometri quadrati) nella Nuova Capitale Amministrativa dell'Egitto e funge da centro di comando centralizzato per le Forze Armate Egiziane. Progettato con otto edifici principali che circondano due quartier generali centrali, il complesso è considerato la più grande struttura di comando militare del suo genere al mondo.

Le autorità egiziane affermano che il quartier generale è stato costruito per sostituire i precedenti centri di comando militari sparsi per Il Cairo, migliorando il coordinamento, la sicurezza e l'efficienza operativa. Tuttavia, il progetto ha anche alimentato critiche interne riguardo alla spesa pubblica, mentre l'Egitto continua a confrontarsi con un aumento del debito e difficoltà economiche.

Nonostante l'interesse israeliano per il progetto, gli analisti generalmente ritengono che non rappresenti una minaccia militare immediata. Sottolineano la continua coordinazione di sicurezza tra Il Cairo e Tel Aviv e osservano che le priorità strategiche attuali dell'Egitto rimangono concentrate su questioni regionali come Sudan, Libia ed Etiopia piuttosto che su un confronto diretto con Israele.