Dal 7 ottobre 2023, le mappe militari di Israele non hanno sempre corrisposto alle realtà sul terreno. Ogni cessate il fuoco ha prodotto nuove mappe, ma le immagini satellitari e le prove sul campo hanno rivelato un controllo più esteso di quanto dichiarato. Le indagini open-source di Al Jazeera hanno seguito tre scenari: Gaza, Sud del Libano e Sud della Siria.
A Gaza, la cosiddetta “linea gialla” tracciata dopo il cessate il fuoco di ottobre 2025 doveva segnare il controllo israeliano su 200 chilometri quadrati. Tuttavia, immagini satellitari e indicatori concreti hanno mostrato espansioni oltre il confine ufficiale. Nel novembre 2025, le forze israeliane hanno spostato gli indicatori verso ovest, ampliando il controllo di 300 metri e sfollando famiglie da Shuja’iyya e Tuffah. I confronti satellitari hanno documentato demolizioni al di fuori della zona dichiarata, portando il controllo effettivo di Israele nel nord di Gaza a quasi il 55% dell’area.
Nel Sud del Libano, Israele ha annunciato il controllo su 570 chilometri quadrati dopo il cessate il fuoco di aprile 2026. Ma le analisi satellitari tra aprile e maggio hanno rivelato demolizioni in città al di fuori della zona dichiarata, inclusa Zawtar al-Sharqiya. Le prove suggerivano che l’attività militare si estendesse oltre la “linea gialla” ufficiale.
Nel Sud della Siria, non esistono mappe ufficiali. Invece, siti militari israeliani fissi oltre la “Linea Alpha” e oltre 800 incursioni tra dicembre 2024 e gennaio 2026 hanno rivelato una zona di controllo de facto di circa 235 chilometri quadrati. Alcune incursioni hanno raggiunto 63 chilometri di profondità nel territorio siriano, evidenziando un’impronta mobile e in espansione.
Complessivamente, questi scenari mostrano che il controllo militare di Israele si estende su circa 1.000 chilometri quadrati dal ottobre 2023 — circa il 5% del territorio israeliano pre-bellico. L’indagine distingue tra zone dichiarate, aree di infrastrutture militari permanenti e regioni di incursioni ripetute, sottolineando che la portata operativa di Israele supera costantemente le sue mappe ufficiali.
I risultati sollevano domande critiche: questi confini sono temporanei o Israele intende continuare ad espandere la sua presenza militare nei territori vicini nonostante gli accordi di cessate il fuoco?
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